Il Purgatorio

Benvenuto nel sito del Purgatorio

Questo sito è nato per far conoscere l'esistenza del Purgatorio e delle pene che soffrono le anime che sostano al suo interno. Pregare per le anime del Purgatorio è molto importante. Ogni volta che entri in questo sito potrai dare un po’ di sollievo a loro recitando un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria. Se preghi per loro il Signore ti concederà tante grazie. Anche per questo, ti invito a leggere tutti i documenti in esso contenuti e a pregare quotidianamente per loro.


«Mentre un giorno eravamo tutti in preghiera, mi venne sulle labbra il nome del mio Dinocrate, e rimasi stupita di non essermi mai fino a quel punto ricordata di lui. Mi afflisse il dubbio della sua infelicità e conobbi allora che ero degna di pregare per lui e che perciò bisognava pregassi. Incominciai quindi a pregare fervorosamente, gemendo davanti a Dio e nella notte seguente ebbi questa visione. «Vidi Dinocrate uscire da luoghi tenebrosi, dove molti altri stavano con lui. Egli era tutto arso e divorato dalla sete, sordido in volto, di aspetto pallido e con la faccia tuttora corrosa dall'ulcere di cui perì. Questo Dinocrate era mio fratello secondo la carne, in età di sette anni morì di un cancro al volto, che lo rendeva oggetto di orrore a quanti lo guardavano. Per lui io avevo pregato. Sembravami dunque che una gran distanza corresse fra lui e me, in modo che fosse impossibile appressarci l'una all'altro. Vicino, a lui vidi un bacino pieno d'acqua, il cui orlo essendo più alto della persona del fanciullo, non poteva essendo Dinocrate in alcun modo essere raggiunto per quanti sforzi facesse, onde appressare le sue labbra a quell'acqua refrigerante. Oh! quanto mi addolorava quel supplizio. In questo frattempo io mi svegliai, e da tutto ciò conobbi che il mio fratello trovavisi in stato di pena, e sperai di poterlo sollevare. Incominciai dunque a pregare Dio giorno e notte con lacrime e con sospiri, perchè mi concedesse la grazia della sua liberazione, e continuai le preghiere finchè fummo trasferiti nella prigione del campo, per servire di pubblico spettacolo nella festa di Cesare Geta. Il giorno in cui fummo avvinti in catene per essere condotti alla festa, io ebbi un'altra visione, nella quale scorsi il medesimo luogo visto la prima volta, e Dinocrate col corpo mondo, rivestito di splendide vesti e senza neppure una lieve cicatrice nel posto dell'antica piaga. L'orlo del bacino si era abbassato fino ai fianchi del fanciullo, e presso di lui stava un'ampolla d'oro per attingere acqua. Ed essendosi Dinocrate avvicinato, incominciò a bere di quell'acqua, senza che essa scemasse, e quando ne fu sazio abbandonò tutto ilare il bacino per andare a giuocare, come è costume dei fanciulli di quella età. In quel mentre mi destai, e compresi da ciò che il mio fratello era ormai libero da ogni pena ». (Acta S. Perpetuae, apud Bolland. 7 Martii)
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