Il Purgatorio

Benvenuto nel sito del Purgatorio

Questo sito è nato per far conoscere l'esistenza del Purgatorio e delle pene che soffrono le anime che sostano al suo interno. Pregare per le anime del Purgatorio è molto importante. Ogni volta che entri in questo sito potrai dare un po’ di sollievo a loro recitando un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria. Se preghi per loro il Signore ti concederà tante grazie. Anche per questo, ti invito a leggere tutti i documenti in esso contenuti e a pregare quotidianamente per loro.


«Era una fredda sera di Novembre del 1894 e il sacerdote D. Fabiano Battaglini in sulle due ore di notte; dopo le funzioni di chiesa, faceva ritorno alla sua abitazione sul colle Palatina. Da più anni egli si occupava dell'Oratorio Notturno nella chiesa di S. Lorenzo in Fonte sulla via Urbana, ove nel Novembre si celebrava il devoto esercizio del Mese dei Defunti. « Per fare ritorno alla sua casa il buon sacerdote doveva percorrere la via del Colosseo e poi volgere a destra e percorrere la breve stradicciola che mette sull'area del Tempio di Venere e Roma, alle spalle della Chiesa di S. Maria Nuova o S. Francesca Romana. In quell'epoca, al termine della stradicciola, per entrare nell'area del tempio, si doveva attraversare uno stretto passaggio tra due bassi muriccioli, uno dei quali, quello di destra, si prolungava a fianco di un sentiero sassoso che, dolcemente salendo, portava ad un orto, che ancora esiste, di prospetto al Monastero di S. Maria Nuova. Costeggiava questo muricciolo una fila di colonne spezzate ed abbattute, quelle che ora formano riparo lungo il ciglio della platea del tempio, di prospetto al Colosseo ed alla via Sacra. Un custode notturno doveva vigilare, girando, quella zona solitaria e pericolosa; quindi non era infrequente caso che D. Fabiano trovasse seduto sopra uno dei due muriccioli l'uomo, cui toccava il turno di servizio. « Il buon sacerdote, conosciuto da tutto il personale addetto agli scavi del Palatino, soleva talora intrattenersi per breve tempo con il custode, scambiare con lui una parola ed offrirgli una presa di tabacco. - Buona sera, D. Fabià - era il consueto saluto d'ogni incontro. - Buona sera - la risposta di quella buona pasta d'uomo, semplice e gioviale. « Era dunque una sera di Novembre del 1894 e Don. Fabiano se ne tornava in casa questa volta in compagnia di un suo conoscente, un buon vecchio, impiegato dell'Ufficio Scavi. Giunti entrambi al passaggio tra i due muriccioli, trovarono il custode, che col suo bastone, seduto, passava le sue ore di guardia. Lo salutarono e, scambiando qualche parola, si allontanarono alquanto, poi si fermarono, perchè lo sguardo di tutti fu richiamato da una figura bianco vestita, che con passo lento, il capo chino e i capelli disciolti lungo le spalle, discendeva dal sentiero che costeggiava l'orto, di cui si è fatto cenno. « Tutti silenziosi osservavano con attenzione, compresi da una certa meraviglia, la strana figura. Sembrava una donna, ma la fioca cuce del lontano fanale non ne lasciava discernere i lineamenti. Essa passò poco discosta dai tre, silenziosa, e s'incamminò lentamente, come fosse stanca, alla volta delle colonne, distese lungo il muricciolo; e quando fu presso la seconda, a breve distanza dai suoi osservatori, alzò in alto le braccia, accompagnandole con un moto del capo all'indietro e gridando con accento lungo, doloroso, straziante: « quanto soffro! » si abbandonò pesantemente sulla colonna. « A quel grido accorsero i tre, e: « Buona donna » dissero tosto, « che cosa avete ? »... Ma quale fu la loro sorpresa nel non vedere più alcuno!... « La visione era sparita... Il custode allora disse che altre volte aveva veduto aggirarsi quei fantasma per quei luoghi, senza porvi mente e senza essere richiamato all'attenzione da cenno o dà parola alcuna. « In tutti rimase la persuasione trattarsi di una apparizione di anima del Purgatorio, e perciò, tanto il sacerdote che i due secolari si affrettarono a suffragarla con Messe ed altre opere espiatorie. « Questo fu narrato allo scrivente dal medesimo sacerdote, D. Fabiano Battaglini » (Mons. Alfredo Vitali)
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