Il Purgatorio

Capitolo 2-17: Sollievo delle anime; l'atto eroico di carità verso i defunti.

Sollievo delle anime; l'atto eroico di carità verso i defunti. - Il Padre Monford. - Dionigi Cartusiano e S. Geltrude.




Ci rimane ora a far conoscere un atto, che rinchiude tutte le opere e tutti i mezzi efficaci a sollevare le anime: è il voto eroico, o come altri lo chiamano, l'atto eroico di carità verso le anime del Purgatorio.

Quest'atto consiste nel cedere alle anime il valore soddisfattorio di tutte le opere della nostra vita e di tutti i suffragi che ci saranno fatti dopo morte, senza nulla riservare per noi stessi e per pagare i propri nostri debiti. Noi le deponiamo nelle mani della Santissima Vergine, onde a suo piacere li distribuisca alle anime che vuol liberare dalle pene del Purgatorio.

Bisogna notar bene che la materia di questa santa donazione è il valore soddisfattorio delle opere, e in niun modo il merito, al quale corrisponde il grado di gloria in Cielo: perché il merito è strettamente personale ed inalienabile.

Formula dell'atto eroico: «O santa ed adorabile Trinità, desiderando cooperare alla liberazione delle anime del Purgatorio, e testificare la mia devozione alla Santissima Vergine Maria, cedo e rassegno, a profitto delle anime penanti, la porzione soddisfattoria di tutte le mie opere e di tutti i suffragi che, dopo la mia morte, mi si potrebbero fare, abbandonandoli nelle mani della Santissima Vergine, perché, a suo piacimento, le applichi alle anime dei fedeli defunti che vuol liberare dalle loro pene. Degnatevi, o Dio mio, di gradire e benedire l'offerta che in questo momento vi faccio. Così sia».

Pio IX con decreto urbi et orbi del 30 settembre 1852, concede per quest'atto: l° ai sacerdoti l'altare privilegiato quotidiano; 2° a tutti i fedeli l'indulgenza plenaria pei defunti ogni volta che si comunicano, ed ogni lunedì in cui odano la S. Messa pei medesimi, visitando in ambo i casi qualche chiesa e pregando, ecc, ; 3° per tutti ogni indulgenza concessa e da concedersi è applicabile ai defunti.

«Io consiglio ad ogni vero cristiano, dice il P. Monford, di cedere con un santo disinteresse alle anime dei defunti, tutto il frutto delle buone opere di cui può disporre. Non credo che possa farne un miglior uso, poiché con ciò le rende più meritorie e più efficaci, tanto per ottenere grazie da Dio, quanto per espiare i suoi peccati, ed abbreviare il suo Purgatorio, ed anzi per andarne del tutto esente».

Queste parole bene riassumono i preziosi vantaggi dell'atto eroico, e per dissipare ogni timore d'inconveniente che potrebbe sorgere nello spirito, aggiungeremo ancora tre considerazioni: 1° a quest'atto ci lascia la piena libertà di pregare per le anime delle quali in modo particolare ci interessiamo: l'applicazione di queste preghiere rimane subordinata alle disposizioni dell'adorabile volontà di Dio; 2° non obbliga sotto pena di peccato, ed è sempre revocabile; si può farlo senza pronunziare alcuna formola: basta volerlo e farlo di cuore. Tuttavia è cosa utile il recitare di quando in quando la formola d'offerta, per stimolare il nostro zelo; 3° l'atto eroico non ci espone in nessun modo alla molesta conseguenza di dover noi stessi subire un più lungo purgatorio; all'incontro, ci permette di fare con maggiore confidenza calcolo sulla misericordia di Dio a nostro riguardo.

Il venerabile Dionigi Cartusiano riferisce che la vergine S. Geltrude aveva fatto piena donazione di tutte le sue opere soddisfattorie a favore dei defunti. Essendo vicino alla morte, e da una parte considerando, come fanno i Santi, con molto dolore, il gran numero dei suoi peccati, e dall'altra ricordandosi che tutte le sue opere soddisfattorie erano state impiegate nell'espiazione dei peccati altrui e non dei suoi, cominciò ad affliggersi pel timore che la sua anima fosse condannata ad orribili pene. Fra queste vive inquietudini, le apparve Nostro Signore, che la consolò dicendole: «Rassicurati, figlia mia: la tua carità verso i defunti non ti procurerà alcun danno. Sappi che la generosa cessione da te fatta alle anime di tutte le tue opere, fu a me in modo singolare gradita; e per dartene una prova, ti dichiaro che tutte le pene che dovresti soffrire nell'altra vita, sin d'ora ti sono rimesse; di più, per compensarti della tua carità tanto generosa, innalzerò il prezzo ed il merito delle tue opere per darti in Cielo un grande aumento di gloria».

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it

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