Il Purgatorio

Il Purgatorio nella rivelazione dei santi - Capitolo XXI: PRESERVIAMOCI DAL PURGATORIO




Mezzi generali e mezzi particolari

Avvicinandoci al termine di queste povere pagine è necessario dedurre da quanto si è detto fin qui una conseguenza pratica e salutare. Per ciò che riguarda i defunti questa conseguenza è chiara ed evidente, come abbiamo ormai abbastanza provato, ed è che dobbiamo pregare e pregar molto per essi, più assai di quello che abbiamo fatto finora. Quanto a noi stessi ed all'interesse che dobbiamo avere ad evitare le fiamme del Purgatorio, due sono le specie di mezzi de' quali possiamo disporre: i mezzi generali cioè ed i particolari; gli uni e gli altri a noi già noti per le rivelazioni citate finora e che in questo capitolo vedremo di riassumere brevemente nel modo più pratico possibile. I mezzi generali si possono ridurre ad uno solo fuga assidua e costante del peccato e specialmente del peccato veniale, il quale appunto per la sua minore gravità è lo scoglio su cui periscono moltissime anime. Non disprezziamo le cose piccole e quei debitucci che si vanno accumulando ogni giorno intorno a noi, perchè in fin di vita formeranno un totale che spaventa l'immaginazione. Pensiamo che di tutto dovremo render conto a Dio, anche di una parola inutile: De omni ve bo otioso reddent rationem. E siccome malgrado tutti i nostri sforzi commetteremo sempre difetti, che dovremo necessariamente espiare in questo mondo o nell'altro, facciamo penitenza su questa terra, penitenza che ci si ridurrà molto più facile se a quella sacramentale aggiungeremo la rassegnazione alle tribolazioni della nostra vita, mediante la quale e mediante le indulgenze della Chiesa potremo esser sicuri di scontare in anticipazione il nostro purgatorio e di dimorar quindi in quel carcere il minor tempo che sia possibile.

Quanto ai mezzi particolari da usarsi sebbene tutte le virtù siano di per se stesse eccellenti, ve ne sono però alcune che per il cuore di Dio sembrano avere, diremo così, un incanto speciale che lo inclina ad usare gran misericordia a coloro che le praticano. - E innanzi tutto va annoverata la divozione a Maria santissima, a questa divina Madre che, come ci hanno mostrato tanti esempi citati nel corso di questo volume, non solo assiste i suoi devoti nell'ora suprema della morte disponendoli a contrizione perfetta specialmente se peccatori, e nel momento del giudizio patrocinando la loro causa davanti al tribunale di Dio, ma ha promesso ancora di scendere a confortarli nel Purgatorio e di liberarli ben presto dalle loro pene. - Altro mezzo efficacissimo a sollevare nel Purgatorio quelli che la praticarono in vita è la divozione alla SS. Eucaristia. Una religiosa di un monastero fondato da S. Geltrude, apparendo dopo morte a questa Santa, le diceva: - Quanto debbo rallegrarmi, mia buona Madre; di essere stata divota in vita della Santissima Eucaristia, poichè in forza di questa devozione ora raccolgo frutti si abbondanti e speciali dall'offerta che si fa per me dell'Ostia santa, che non tarderò molto ad essere introdotta nella celeste Gerusalemme! - Una terza pratica molto efficace è di essere in vita generosi verso le anime del Purgatorio, poichè Iddio ricompenserà con misericordia coloro che si mostrarono generosi con quelle infelici, mentre punirà coll'oblio coloro che le trascurarono.

Altro mezzo eccellente per essere generosamente trattati dal Giudice divino, è quello di praticare in vita la elemosina, che a detta della Scrittura libera dalla morte. Beatus qui intelligit super egenum èt pauperem, in die vela liberabit eurn Dominus (Salmo 40, 1). Tutti abbiamo la possibilità di aiutare il prossimo: nessuno è tanto povero che non veda dietro a sè qualcuno più povero di lui. E' il cuore, è la buona volontà che manca! Come abbiamo accennato altrove, elemosina fatta a un povero, in suffragio dei morti, ottiene un effetto molteplice: solleva il povero, apporta refrigerio alle anime che soffrono in Purgatorio, placa Iddio adirato a causa dei nostri peccati. Ricchi o poveri, finche viviamo usiamo di quel molto o di quel poco che abbiamo con criteri e con fini soprannaturali e non avremo a pentircene nel dì dell'ira. Ora possiamo e non vogliamo, allora vorremo, - ma non potremo.

Finalmente una virtù graditissima a Dio ed atta a farsi specialmente negli ultimi momenti della vita, è l'accettazione umile e sommessa della morte in espiazione dei peccati, accettazione che inclina molto a nostro favore la divina misericordia. Evitiamo adunque ogni specie di peccato e vegliamo con molta cura intorno ai veniali; domandiamo poi aiuto a Dio, senza il quale nulla possiamo, e alla preghiera accoppiamo la vigilanza, vigilanza continua e rigorosa su noi stessi; adempiamo con coscienza tutti i doveri generali della vita cristiana e quelli particolari del nostro stato; abbiamo cara la divozione alla Vergine santissima, e ogni volta che la invochiamo coll'Ave Maria meditiamo quelle ultime parole Sancta Maria, ora pro nobis nunc et in hora mortis nostrae: Santa Maria, prega per noi adesso e nell'ora della nostra morte. Accostiamoci con amore, con frequenza, con rispetto al SS. Sacramento dell'altare nei rapporti col nostro prossimo siamo buoni, caritatevoli, prudenti; amiamo i poveri, che sono i prediletti di Dio; preghiamo molto per le anime purganti: e non ci limitiamo verso di esse ad una divozione egoistica; insomma pensiamo agli altri mentre viviamo, se vogliamo che poi gli altri pensino a noi. I religiosi che hanno la sorte di vivere in istato di maggior perfezione portino con amore il giogo dell'obbedienza e dei doveri inerenti al loro stato sublime. Niuno peri faccia con negligenza l'opera di Dio), e così quando verrà per noi l'ora suprema, ci addormenteremo con fiducia ed amore fra le braccia di Gesù e di Maria.

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it

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