Il Purgatorio

Meditazioni sul Purgatorio di don Giacomo Alberione





2° Giorno: COMUNIONE DEI SANTI

La Comunione dei Santi è uno dei più belli e cari dogmi di nostra santa religione; giacché fa di noi, delle anime purganti, dei beati del paradiso, una famiglia sola. In essa tutto si riceve dal Capo Gesù Cristo.
Tale dogma è il fondamento di tutta la nostra carità verso i defunti e della premura che la Chiesa militante e la Chiesa trionfante hanno per quelle anime sofferenti. Dante ne avvisa (Par. XV , 95): Ben si convien che la lunga fatica
Tu gli raccorci con le opere tue.
E poi continua dicendo che le anime purganti pregano per
noi, e quindi altrettanto dobbiamo fare per esse. (Purg. XI , 31).
Anche i beati soccorrono le anime purganti (Par. XIV , 6466):
Forse non pur per lor, ma per le mamme,
Per li padri, e per gli altri, che fur cari
Anzi che fosser sempiterne fiamme.


Comunione dei Santi significa che tutti i fedeli formano un solo corpo in Gesù Cristo, loro Capo; anche i beati in cielo, come le anime che sono nel purgatorio. Siamo un corpo in cui circola vivificatore il Sangue di Gesù Cristo. La Chiesa universale, cioè militante, purgante, trionfante, forma il Corpo mistico di Gesù Cristo. Siamo tutti membra di Nostro Signor Gesù Cristo.
Come nel corpo dell’uomo l’attività di un membro, per esempio, degli occhi o delle mani ridonda a beneficio di tutto il corpo, poiché l’occhio non vede per sé solo, ma per tutto il corpo, e la mano non lavora per sé, ma per tutto il corpo; così tutto il bene che è e che si opera nel Corpo mistico di Gesù Cristo torna a vantaggio delle singole membra, di tutti in una parola. Solo il peccato può inaridire un membro in modo che il Sangue di Gesù Cristo più non scorra. II tralcio staccato dalla vite si inaridirebbe! Ma chi rimane in Gesù Cristo con la grazia porta assai frutto.
La Chiesa militante onora i beati che sono in paradiso come amici di Dio, come esemplari di virtù; li supplica ad intercedere presso il Signore onde ottenerci le grazie necessarie: anima i fedeli a ricopiarne gli esempi ed a battere la strada del cielo come essi hanno fatto.

La Chiesa militante suffraga le anime che sono nel purgatorio, con Messe, penitenze, indulgenze, ecc., onde siano abbreviate le loro pene e si affretti la loro entrata in paradiso.

I Beati in paradiso pregano per noi e le stesse anime purganti ci aiutano con la loro intercessione, che è pur potente presso il Signore. Essi ancora intervengono a liberare le anime purganti e condurle in cielo.

Tutti i fedeli possono partecipare, se sono in grazia, a questi beni sommi: alla S. Messa, che continuamente si offerisce sulla terra; alle pubbliche preghiere che la Chiesa fa in tante occasioni; al Breviario che ogni giorno recitano i sacerdoti sparsi nel mondo.

Ascoltiamo il P. Monsabrè, nella sua conferenza sul Purgatorio, onde comprendere le relazioni fra i trapassati e noi.

«Uscita viva dalle strette della morte – egli dice – l’anima porta seco tutte le facoltà, non atrofizzate o condannate alla inerzia fino alla risurrezione della carne, ch’ella dovrà rivestire alla fine dei secoli, ma capaci d’agire ancora, benché le condizioni di questa attività siano profondamente mutate. La coscienza del proprio io, le abitudini intellettuali contratte, le conoscenze acquistate, i ricordi impressi nella sua incorruttibile sostanza, persistono in lei insieme per la vita». «L’anima glorificata conserva la facoltà di muoversi secondo che le aggrada, il modo di trasportarsi sarà evidente mente cambiato, ma l’atto per se stesso resterà. Simile all’uccellino che vola rapido e bello nell’aria, l’anima, mossa dalla volontà, si trasporterà dovunque da un luogo a un altro. Inoltre, ella conserverà la facoltà di comunicare i suoi pensieri e di conoscere quelli degli altri».

Le anime beate non si disinteresseranno delle cose della terra: «Esse conoscono – prosegue il Suarez – molti fatti particolari, che vedono o nell’essenza di Dio o nella propria sostanza, affinché la loro gioia sia completa e possano aiutare, in qualche modo, tutti quelli che sono ancora sulla terra». Finalmente, esse sono capaci di comprendere e d’amare: «E questa è la dottrina della fede cattolica».

Le anime gloriose conservano dunque intelligenza e cuore con tutti i ricordi che hanno portato dalla loro vita terrestre. Esse hanno un’attività meravigliosa; conoscono gli avvenimenti di quaggiù, comprendono, amano e quindi posseggono tutto quel che loro bisogna per continuare coi parenti ed amici le relazioni d’amicizia un tempo contratte. Tra viventi e trapassati si forma dunque una unione invisibile, ma reale; unione d’anime che corrispondono insieme a vicenda e che s’amano. Non solo, ma l’affezione di queste sante anime separate, libere ormai da tutto quanto vi fu in passato d’imperfetto e d’umano, è ben più efficace di prima.
Sicure della loro felicità e conoscendone il prezzo, esse prendono viva parte alla salvezza e alla santificazione dei loro parenti ed amici. La loro sollecitudine più grande non è forse di avere un giorno in cielo, in una felicità comune, coloro che esse continuano ad amare con tutto il cuore?
Abbiamo dunque in questo caso gli elementi della vera amicizia: comunicazione di beni, scambio di buoni servigi, mutua carità. Noi tributiamo a queste anime dipartite il culto del ricordo, gli omaggi e le buone opere che possono aumentare una felicità secondaria 5 delle anime gloriose, e queste, in contraccambio, pregano Dio per i loro amici della terra. Amici di Gesù, viventi nell’intimità di Gesù, esse sono nella condizione migliore per essere esaudite.

Senza dubbio, grazie a questa intercessione amichevole, noi riceviamo molti importanti favori, senza averli noi stessi richiesti: santi pensieri, risoluzioni generose che inclinano il cuore verso il bene, soccorsi imprevisti che ci sollevano e queste anime? Il mondo stesso conosce e possiede la delicatezza dell’amicizia, che sa indovinare e prevedere prima ancora che la bocca si sia aperta alla domanda; a più forte ragione, il cielo dovrà possederle [queste doti] in un grado ben più eminente. Oh, certo, avere in paradiso dei parenti e degli amici, qual grande consolazione, qual sicura protezione è per un cristiano! Quale vantaggio prezioso per una famiglia!

Una celebre visione, scolpita sulla tomba di San Dionigi in Francia, ci mostra il re Dagoberto quando, essendo condotto all’inferno, per iscontarvi le sue colpe, viene strappato dalle mani dei demoni, dai santi martiri Dionigi e Maurizio, coadiuvati dal glorioso Pontefice S. Martino, i quali, egli vivendo, avea venerato in modo particolare, costruendo, ad onor loro, nei suoi stati, sontuose basiliche.

Nella lunga visita che S. Maria Maddalena de’ Pazzi fece in Purgatorio, allorché arrivò alla prigione di coloro che peccarono per ignoranza o per debolezza, vide star loro vicini gli Angeli custodi a consolarli. Altrettanto accadde alla S. Alacoque: in una delle malattie straordinarie che la tormentarono, ebbe un giorno la visita del suo Angelo custode, il quale, invitatala a recarsi con lui in Purgatorio, la condusse in un luogo vastissimo, tutto pieno di fiamme e di carboni ardenti; le fece vedere una gran quantità di anime, sotto forma umana, sollevanti in alto le braccia, per implorare misericordia, mentre avevano accanto i loro Angeli custodi, che le consolavano con parole affettuosissime.

I fondatori d’Ordini, conservando sempre, per quelli che furono loro figli, l’affetto di padri tenerissimi, non mancano delle più amorose cure, per ottenerne la liberazione, quando li veggono condannati fra quelle fiamme. S. Filippo Neri fu visto, dopo morte, circondato da uno stuolo di religiosi della sua congregazione, che erano stati tutti salvati da lui. S. Francesco d’Assisi promise ai suoi frati di scendere in Purgatorio, dopo la loro morte, per liberarli, purché fossero stati fedeli osservanti della regola e, in specie, della santa povertà. Nostro Signore stesso lo avea privilegiato di questo dono e un gran numero di fatti, che si leggono nelle Cronache dei Minori, ci confermano questa notizia.

Molta era la carità di Santa Teresa per le anime del Purgatorio, e Iddio ne la ricompensava anche in questa vita, facendole spesso vedere quelle anime che ella aveva colle sue preghiere liberate da quel luogo d’espiazione. Ecco come scrive ella stessa: «Mi si annunziò la morte di un religioso, stato per l’innanzi molto tempo provinciale. Io aveva avuto assai relazione con lui, ed egli mi aveva reso sempre buoni uffici. Questa notizia mi portò non poco turbamento: sebbene egli fosse stato assai commendevole per molte virtù, io era in apprensione per la salute dell’anima sua, essendo egli stato per circa vent’anni superiore, ed io temo sempre molto per quelli che ebbero in vita il carico delle anime. Tutta piena di tristezza, mi porto in un oratorio, e colà scongiurava Nostro Signore di applicare a quel religioso il poco bene da me fatto in vita e di supplire al rimanente coi meriti suoi infiniti, perché venisse quell’anima liberata dal fuoco del Purgatorio. «Mentre con tutto il fervore di cui era capace chiedeva questa grazia, vidi a mio lato destro uscire quell’anima dal fondo della terra e salire al Cielo fra i trasporti dell’allegrezza più pura. Questa visione, assai breve nella sua durata, mi lascia piena di gioia, e senz’ombra di dubbio sulla verità di quanto aveva veduto.

«Una religiosa della mia comunità, grande serva di Dio, era morta da due giorni. Per lei si celebrava l’ufficio dei morti nel coro: una sorella diceva la lezione ed io stava in piedi per dire il versetto; a mezzo la lezione vidi l’anima di quella religiosa uscire, come quella di cui dissi più sopra, dal fondo della terra ed andarsene al Cielo. Questa visione fu puramente intellettuale, mentre la precedente mi si era presentata sotto immagini: ma sì l’una che l’altra lasciano nell’anima un’eguale certezza».

GIACULATORIA: Nostra Signora del Suffragio, pregate per noi e per le anime sante del Purgatorio.

PRATICA: Fare la Via Crucis in suffragio dei Defunti.

FRUTTO
Ecco un elenco di anime che possono trovarsi nel Purgatorio. Da quel luogo, fino a quando dovrebbero stancarsi nel chiedere pietà e soccorso?
Possiamo scegliere una intenzione per giorno o per settimana, come più ci aggrada, e offrire così le azioni, le preghiere, le indulgenze di tale tempo.
In molte case pie si suole scrivere queste intenzioni su di un foglio, estrarre un numero a caso; quindi leggere l’intenzione corrispondente a quel numero.

Diverse intenzioni
1. L’anima più prossima ad entrare nel cielo.
2. Quella che soffre pene maggiori.
3. Quella la cui liberazione apporta maggior gloria a Dio.
4. Quella che è la più abbandonata.
5. Quella che da più lungo tempo pena in Purgatorio.
6. Quella che per più lungo tempo dovrà rimanervi.
7. Quella ch’è stata l’ultima ad entrarvi.
8. Quella che ha vissuto più tempo nel mondo.
9. Quella che ha vissuto minor tempo nel mondo.
10. L’anima della quale Gesù e Maria desiderano più presto la liberazione.
11. Quella che è stata più devota di nostro Signore.
12. Quella che è stata più devota di Maria Santissima.
13. Quella che è stata più divota di S. Giuseppe.
14. Quella che è stata più devota dei Santi.
15. Quella che è stata più devota di Sant’Anna.
16. Quella che ha più pregato per i peccatori.
17. Quella che ha più pregato per i tiepidi.
18. Quella che ha più pregato per gl’infermi.
19. Quella che ha più pregato per gli agonizzanti.
20. Quella che ha più pregato pei defunti.
21. Quella che ha più pregato per gli eretici e scismatici.
22. Quella che ha più pregato per gl’infedeli.
23. Quella che ha più pregato pel Sommo Pontefice.
24. Quella che ha più pregato pei Vescovi.
25. Quella che ha più pregato per i Missionari.
26. Quella che ha più pregato per i Sacerdoti.
27. Quella che ha più pregato per i suoi parenti ed amici.
28. Quella che ha più pregato per i Religiosi.
29. Quella che ha più pregato per i Sovrani.
30. Quella che ha più pregato per i magistrati e militari.
31. Quella che ha più pregato per i suoi nemici.
32. Quella che ha più pregato per i poveri e ricchi.
33. Quella per cui ho maggior obbligo di pregare.
34. Quelle che furono meco complici nel male.
35. Quelle alle quali fui occasione di peccato.
36. Quella che mi ha fatto maggior bene spirituale.
37. Quella che mi ha fatto maggior bene temporale.
38. Quella che più si distinse nell’amare Dio.
39. Quella che più si distinse nell’amare il prossimo.
40. Quella che più si distinse nell’umiltà.
41. Quella che più si distinse nella dolcezza.
42. Quella che più si distinse nella pazienza.
43. Quella che più si distinse nella rassegnazione.
44. Quella che più si distinse nella temperanza.
45. Quella che più si distinse nella compassione.
46. Quella che più si distinse nella fede.
47. Quella che più si distinse nella speranza.
48. Quella che ha più peccato per orgoglio.
49. Quella che ha più peccato per collera.
50. Quella che più ha peccato per invidia o gelosia.
51. Quella che ha più peccato per vendetta o rancore.
52. Quella che ha più peccato per vanità.
53. Quella che ha più peccato per impudicizia.
54. Quella che ha più peccato per parole dannose.
55. Quella che ha più peccato per parole inutili.
56. Quella che ha più peccato per giuramenti od imprecazioni.
57. Quella che ha più peccato per oziosità.
(Da Filotea per i Defunti).

Per i nostri defunti. Del Beato Giacomo Alberione