Il Purgatorio

Meditazioni sul Purgatorio di don Giacomo Alberione





18° Giorno: MARIA REGINA DEL SUFFRAGIO

La divozione a Maria SS. è un segno di predestinazione; anzi, un’arma che Iddio dona alle anime che vuol salvare, come si esprime S. Giovanni Damasceno. E con questo Padre della Chiesa vanno pienamente d’accordo S. Efrem, S. Cirillo, S. Germano, S. Anselmo, S. Bernardo, S. Alfonso de’ Liquori ed altri moltissimi fra i Santi. Essi sono unanimi nell’affermare che la divozione a Maria è moralmente necessaria per la salvezza dell’anima; e l’anima che è divota di Maria SS. si salva; e l’anima che è molto divota di Maria SS. si santifica. La Chiesa mette in bocca a Maria SS. le belle parole del libro della Sapienza: «Chi ha trovato me, ha trovata la vita ed attingerà la salvezza dal Signore... Quelli che mi amano, che mi onorano e che mi sono divoti, avranno la vita eterna».

Questa devozione, che si congiunge così strettamente ai nostri eterni destini, è pure la divozione che ha un’intima relazione col Purgatorio. E ciò perché la divozione a Maria è anzitutto un mezzo efficacissimo per scampare dal Purgatorio; in secondo luogo perché questa divozione, qualora non possiamo sfuggire a quelle pene, gioverà assai a renderle miti e brevi a noi, e a quelle sante anime a pro delle quali ce ne serviremo.
Il parlar e sentir parlare di Maria fa sempre un grande piacere all’animo cristiano, ma parlandone e sentendone parlare come scampo del Purgatorio e consolatrice delle anime purganti, pare debba recarci un piacere anche più grande del solito.

S. Alfonso dice: «Le anime purganti sono soccorse dalla SS. Vergine assai più che le anime ancora sulla terra. Infatti quelle sono più degne di misericordia, non potendosi aiutare e salvare da se stesse». S. Bernardino da Siena dice: «In quel carcere di anime Spose di Gesù Cristo, Maria ha un dominio, così per sollevarle, come per liberarle».
La Chiesa ha approvato l’istituto religioso di «Nostra Signora del Suffragio» che ha lo scopo di pregare Maria SS. per le anime purganti. Quelle buone Suore la chiamano «Regina del Purgatorio» e Madre di quelle anime sante.

a) Anzitutto la Madonna solleva, consola, conforta le anime del Purgatorio.

S. Bernardino da Siena, applicando le parole dell’Ecclesiastico «camminai nei flutti del mare», dice: «Le pene del Purgatorio si chiamano flutti del mare perché sono transitorie, a differenza delle pene dell’inferno, che non finiscono più. E si dicono flutti del mare perché sono veramente amare». Maria SS. si reca spesso a visitare le anime purganti fra quelle amare pene, per recare sollievo: «Visitandole e soccorrendole, Maria SS. dimostra il suo affetto ad esse, perché figlie carissime».

Certo Maria SS. soccorre tutte le anime purganti, ma prime a ricevere soccorso e sollievo sono quelle dei suoi devoti: «Vedi quanto sia importante essere divoti di questa Madre, giacché Ella non sa dimenticarsi dei suoi divoti che siano caduti nel Purgatorio; e sebbene a tutti gli uomini porti sollievo, pure è più sollecita dei suoi devoti»; così scrive il Novarino.

Maria SS. rivelò a S. Brigida:«Io sono la madre di tutte le anime che sono nel Purgatorio; e le loro pene mediante le mie preghiere vengono mitigate». S. Bonaventura mette in bocca a Maria SS. queste parole: «Io ho penetrato il profondo dell’abisso del Purgatorio, per sollevare con la mia presenza quelle anime sante».
S. Vincenzo Ferreri: «Quanto è cortese e benigna la SS. Vergine a quanti penano nel Purgatorio, poiché per suo mezzo essi ricevono continui conforti e refrigerio».

Narra il Beato Alano d’una nobile donna d’Aragona di nome Alessandra, la quale era stata causa di gelosia e di odii fra diversi giovani della città. Convertita da S. Domenico, essendo stata per causa di quelle gelosie uccisa e gettata in un pozzo, il Santo, dopo averla soccorsa in morte, la raccomandò alla Confraternita del Santo Rosario, ed egli stesso fece molte preghiere per lei a Maria. Quella sua figlia venne a ringraziarlo a nome delle anime che pativano con sé nel Purgatorio, a pregarlo che predicasse dappertutto il Rosario a Maria in suo suffragio, poiché da esso ne sentivano il più grande sollievo. La Madonna si compiaceva molto di quelli che la pregavano per esse. Ella intanto, per quella preghiera a Maria, se ne volava al Cielo, e senza di questa sarebbe rimasta chissà per quanti anni in Purgatorio! Quante anime, se si mettessero per tempo sotto la protezione di Maria, eviterebbero non solo l’Inferno, ma anche questo grande rigore del Purgatorio! E quale altra è la loro consolazione in quelle pene, se non Maria e il soccorso di questa Madre di misericordia? Santa Brigida intese un giorno dire da Gesù alla Madre: «Tu sei la Madre mia, tu la Madre di misericordia, consolazione di quelli che sono in Purgatorio». E la stessa Santa Vergine disse a Santa Brigida, che come un povero infermo stando afflitto ed abbandonato in un letto si sente ricreare da qualche parola di sollievo, così quelle anime si sentono consolate nell’udire solo il Suo nome. Il solo nome di Maria (nome di speranza e di salute), che spesso quelle sue figlie dilette in vocano in quel carcere, è per esse un grande conforto. Ma poi, dice il Novarino, l’amorosa Madre nel sentirsi da loro invocare aumenta le sue preghiere a Dio, da cui quelle anime restano soccorse, come da una celeste rugiada che refrigera i loro ardori.

In secondo luogo: Maria SS. libera i suoi divoti dalle pene del Purgatorio. Gersone scrive che il giorno della sua Assunzione fu vuotato tutto il Purgatorio: e le anime colà trattenute fecero il trionfale accompagnamento a Maria SS. nell’entrare in Cielo. Fin d’allora, dice Gersone, la beata Vergine ebbe il privi legio di liberare i suoi servi da quelle pene; e ciò asserisce assolutamente San Bernardino da Siena, dicendo che la Beata Vergine ha questo potere, col pregare e coll’applicare anche i suoi meriti, di liberare le anime dal Purgatorio e special mente i suoi divoti.

Questo pure dice il Novarino, stimando egli che per i meriti di Maria non solo si alleviano le pene di quelle anime, ma anche si abbreviano.
Basta che si presenti a pregare. Riferisce S. Pier Damiani che una donna chiamata Marozia apparve dopo la morte ad una sua parente e le disse che nel giorno dell’Assunzione di Maria era stata da Lei liberata dal Purgatorio, insieme con tante altre anime, che sorpassa vano il numero del popolo romano. Lo stesso asserisce S. Dionisio Cartusiano riguardo alle festività del Natale e della Risurrezione di Gesù Cristo, dicendo che in tali giorni scende Maria nel Purgatorio accompagnata da schiere di Angeli e libera molte anime da quelle pene.
Il Novarino afferma che ciò avviene in qualunque festa solenne della S. Vergine.

Singolare privilegio è la promessa fatta da Maria SS. al Papa Giovanni XXII. Gli comparve mentre egli stava pregando e si mostrò rivestita di luce e tenendo fra le mani l’abitino del Carmine. Fra le altre cose gli disse: «Se tra i religiosi od i confratelli del Carmelo vi sono diquelli che per le loro colpe sono condotti in Purgatorio, io, come una tenera madre, scenderò in mezzo ad essi il sabato dopo la loro morte e li condurrò sulla santa Montagna della vita eterna». È in questi termini che il Pontefice fa parlare Maria nella celebre Bolla del 3 marzo 1332, comunemente chiamata Bolla Sabbatina. La chiude con queste parole: «Accetto dunque questa santa Indulgenza, la ratifico e la confermo sulla terra come Gesù Cristo l’ha graziosamente concessa in Cielo, per i meriti della SS. Vergine». In seguito, questo privilegio è stato confermato da un gran numero di Bolle e decreti dei Sommi Pontefici. Tale è la divozione del santo Scapolare. È sanzionata dalla pratica delle anime pie in tutta la cristianità, dal testimonio di ventidue Papi, dagli scritti d’innumerevoli dotti autori e da miracoli moltiplicatisi da seicento anni; tanto che, dice Benedetto XIV, «colui il quale osasse porre in dubbio la solidità della divozione allo Scapolare o negarne i privilegi, sarebbe un orgoglioso sprezzatore della religione».

Il secondo privilegio, quello della Sabbatina o della liberazione, consiste nell’essere liberati dal Purgatorio dalla Santa Vergine nel primo sabato dopo la morte. Per godere di questo privilegio, bisogna osservare certe condizioni, cioè: 1° custodire la castità conveniente al proprio stato; 2° recitare il piccolo Ufficio della Santa Vergine. Quelli che recitano l’Ufficio canonicale, con ciò soddisfano; quelli che non san no leggere devono invece dell’Ufficio osservare i digiuni prescritti dalla Chiesa e far di magro tutti i mercoledì, venerdì e sabato; 3° in caso di necessità, l’obbligo dell’Ufficio, l’astinenza ed il digiuno possono essere commutati in altre opere pie da quelli che ne hanno la facoltà.
Gli annali dei Carmelitani riferiscono in grande numero fatti miracolosi che confermano la promessa fatta dalla Regina del Cielo. Santa Teresa, in una delle sue opere, dice di avere veduta un’anima liberata nel primo sabato per avere fedelmente in tutta la sua vita osservato le condizioni della Sabbatina.

Per questa pietà materna di Maria, la Chiesa affida a Lei la causa delle povere anime,«affinché coloro che sono usciti da questo mondo, per intercessione della beata Vergine Maria e di tutti i Santi, raggiungano il luogo della beatitudine eterna».
Noi non dobbiamo lasciar trascorrere giorno senza una fervorosa preghiera [alla Vergine] che ci assista in vita ed in morte, ma che non ci abbandoni neppure tra le terribili fiamme del Purgatorio.

PRATICA: Recitare ogni settimana un Rosario per i Defunti, scegliendo di preferenza il giorno di sabato.

GIACULATORIA: O Gesù dolcissimo, per la penosissima vostra incoronazione di spine, abbiate pietà delle anime sante del Pur gatorio.

FRUTTO

«Memorare». A Nostra Signora del Suffragio
Ricordatevi, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante vostra promessa, che sareste cioè discesa a liberare dalle pene del Purgatorio le anime dei vostri divoti. Animati noi da tanta promessa, veniamo ai vostri piedi, amorosissima consolatrice, perché volgiate pietosa gli sguardi vostri sulle povere anime purganti, e specialmente su N.N. Voi, o Madre dolce e pietosa, interponetevi presso il trono della divina Misericordia con tutta la potenza della vostra mediazione; offrite il Sangue prezioso del vostro santissimo Figliuolo, unito ai vostri meriti e patimenti; avvalorate le nostre preghiere e quelle della Chiesa e liberate le anime del Purgatorio. Così sia.
Tre Ave Maria e tre Requiem.

Per i nostri defunti. Del Beato Giacomo Alberione