Il Purgatorio

Meditazioni sul Purgatorio del mese di novembre





5 NOVEMBRE. LA PENA DEL DANNO

Le pene del Purgatorio, non solo sono riservate a quasi tutte le creature umane, ma, per la loro intensità, non sono neppure da paragonare ai patimenti della vita presente. S. Tommaso d'Aquino (il quale non fa che esporre l'insegnamento di tutti i Padri della Chiesa), afferma che la più piccola pena del Purgatorio supera in intensità qualunque sofferenza della terra. Lo stesso asseriscono i Mistici. Ascoltiamo S. Caterina da Genova: «Le Anime purganti provano un tale tormento, che nessuna lingua umana può esprimere, nè alcuna intelligenza darne la minima nozione, se Dio non glielo concede per una grazia speciale». E spiega il motivo di tanta sofferenza: «L'anima (nel suo primo incontro con Dio) prova tanto orrore dei suoi peccati al confronto con l'infinita santità e purezza di Lui, che irresistibilmente si immerge nella purificazione». «Dio, continua la Santa, ha creato l'Anima pura., semplice, monda da ogni macchia, attratta verso di Lui da un profondissimo istinto beatifico. Il peccato originale e quelli personali hanno indebolito e quasi soppresso tale istinto divino» (ed è per questo che noi sulla terra sentiamo così debolmente l'attrattiva di Dio). «Quando però essa viene a riscoprire la sua profonda relazione con Dio, sente il suo istinto di felicità rinascere con tanta veemenza di fuoco d'amore che l'esserne privata le diviene tormento indicibile. E tale tormento cresce nella misura in cui l'anima, compiendo la sua purificazione, scopre sempre meglio il Bene infinito che è Dio». Non è difficile comprendere questa verità, almeno un tantino... Già fin d'ora, quanto più conosciamo il valore di un oggetto, tanto più ne ambiamo il possesso e ci rammarichiamo di non poterlo avere. Restiamo tuttavia molto lontani dalla realtà: «Essendo voi ancora sulla terra (ci dice un'Anima del Purgatorio), non potete immaginarvi, né farvi un'idea adeguata di ciò che è il Buon Dio! Noi invece lo sappiamo e lo comprendiamo, poiché siamo sciolti da tutti i legami che ci trattenevano e ci impedivano di comprendere la santità, la maestà del Buon Dio e la sua misericordia. Noi siamo Martiri, ci struggiamo d'amore, per così dire. Una forza irresistibile ci spinge verso il Buon Dio come a Colui che è il nostro centro, e, al tempo stesso, un'altra forza ci respinge verso il luogo di espiazione» (Manoscritto del Purgatorio).

Preghiamo per i nostri cari Morti.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria