Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





DIO CI HA CREATI PER LA VITA NON PER LA MORTE

L'uomo è mortale.

Ma che significa ciò esattamente? Forse che muore e finisce, per sempre, tutto l'uomo?

L'uomo composto unitario Anche la filosofia, anche la psicologia e le altre scienze dell'uomo sanno o almeno sospettano che noi non siamo una sostanza semplice: puro corpo, pura materia o puro spirito o pura psiche. siamo un composto meraviglioso, sorprendente e, diciamo pure, misterioso. Siamo materia e spirito, corpo e anima, sensi e intelligenza, sentimento caldo e ragione fredda. E non separabili in compartimenti o in tempi diversi o successivi, e quasi neppure distinguibili al limite loro, ma armonicamente, esistenzialmente, meravigliosamente confluenti, influenti e penetrantisi reciprocamente.

Siamo stati fatti così da Dio, diversi dagli angeli, puri spiriti, e superiori alla materia inerte e bruta, alle piante, agli altri animali. siamo stati creati al sesto giorno della creazione, dopo e a ricapitolazione di tutto, dei cieli e della terra. La nostra condizione privilegiata consiste nell'essere noi spirito incarnato nella materia, o, se piace di più, nell'essere materia vivificata che fiorisce nelle manifestazioni superiori, dello spirito, dell'anima.

La morte non scompone per sempre La morte spezza questo composto, questa composizione armonica, il corpo abbandonato dall'anima, ricade nel suo vero stato, freddo, opaco, inerte, friabile, di polvere; ma l'anima non muore, non può ammalarsi, non può essere soffocata: è immortale. Ce lo insegna la dottrina cristiana, ma anche la migliore filosofia; e vi consente anche la scienza più cauta e pensosa.

Ma se dopo la morte l'anima restasse sempre senza il suo corpo, sarebbe un relitto sconnesso. Se venisse premiata o gratificata con la felicità, si sentirebbe defraudata o mutilata, non potendo godere pienamente, cioè secondo la sua natura, anche col corpo. L'uomo che sopravvivesse con l'anima sola, non sarebbe più uomo, ma piuttosto un mostro deforme, sia pure spirituale e gentile, sia pure in paradiso.

La rivincita di Dio Non era e non è questo il piano di Dio. Sappiamo che abusando della libertà l'uomo ha peccato e si è procurato la morte, questo tipo di morte che ora soffriamo. Dio ha rispettato e rispetta la libertà data all'uomo, tollera e lascia agire i semi velenosi del male, perché così essi si esauriscono e operano anche una giustizia immanente. Poi, però Dio si prende la rivincita, restaura il piano primitivo: richiama l'uomo a essere quel che lui voleva: unità di spirito e di corpo, capace della massima felicità o infelicità, senza fine. S. Paolo ha descritto con tratti tragici ed epici queste trasformazioni.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dalla I Lettera di S. Paolo ai Corinti (15,3153, passim)

Non lasciatevi ingannare... Ritornate in voi, come conviene, e non peccate. Alcuni infatti dimostrano di non conoscere Dio; ve lo dico a vostra vergogna.

Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? con quale corpo verranno»? Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. E Dio gli dà corpo come ha stabilito e a ciascun seme il proprio corpo... Vi sono corpi celesti e corpi terrestri... Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale.

Ecco io vi annuncio un mistero... tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. è necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si rivesta di immortalità.

RIFLETTI

Una vita fisicamente vulnerabile e mortale, che fosse destinata a non superare la morte, ma a soccombervi, non sarebbe vita, sarebbe un lento, assurdo, interminabile morire.

Le miserie di questa vita spesso offuscano tanto la mente dell'uomo e induriscono tanto il suo cuore che egli diviene quasi incapace di pensare e di desiderare la felicità immortale che Dio gli offre;

* allora bisogna illuminarsi almeno ogni domenica nella fede,

* bisogna animarsi ogni giorno nella speranza cristiana.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria