Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





LA BIBBIA CI AIUTA A CAPIRE LA MORTE

Ogni mamma, anche se ginecologa informatissima, sente e comprende che un figlio è sempre un dono. Le stesse leggi biologiche, secondo le quali avvengono il concepimento, la maturazione del feto, la nascita e poi lo sviluppo fisico e psicologico del bambino e dell'uomo, sono così meravigliose che fanno intuire con gratitudine che la vita è dono, anzi un susseguirsi ininterrotto di doni.

La vita è dono di Dio Ora, se la vita è dono, essa dipende da un donatore, da Dio; e solo mantenendo in pieno il proprio rapporto con Dio, essa può svilupparsi e realizzarsi degnamente.

Ma cosa succede quando uno volesse appropriarsi e programmare la vita senza alcun riferimento a Dio, cioè fuori del suo piano provvidenziale, che, ben inteso non mortifica, non toglie, ma sostiene e valorizza l'iniziativa e l'azione libera umana?

Sappiamo che cosa è successo ad Adamo, vediamo attorno a noi come naufragano tanti generosi sforzi e programmi che hanno le spalle voltate a Dio e ai suoi disegni.

Se disprezzi il Donatore, sciuperai il dono Chi per orgoglio e superbia, per esasperata autonomia e gelosissima indipendenza si appropria e quasi usurpa la vita in modo esclusivo, quale uso ne farà? a chi? a che la consacrerà? Come potrà proteggerla, amministrarla, se non sa neppure da dove e come è cominciata e non sa quando e come finirà? Come si può programmare una vita senza la conoscenza e la visione della totalità di essa? Che senso. può avere il disporre di sé e del tempo, se non ne siamo padroni? Tutto si ridurrà a progetto disegnato sulla sabbia o nell'aria e nella nebbia, con dispendio, anche generoso, ma infelice, di energie spirituali incalcolabili.

Fallirai nell'uso della vita Subentrerà allora la delusione, lo scontento, l'irritazione, il senso dell'inutilità, del fallimento; dell'assurdo della vita stessa.

Si capisce allora come la fine biologica del corpo possa diventare la fine tragica, la "seconda morte' ; quella dello spirito, e quasi di tutto l'uomo, che si aggrava di giudizio e di pena, di disperazione e di ribellione, di rifiuto della vita come dono, di perdizione e di discesa nel nulla.

Dio non voleva questa morte La Bibbia, parola di Dio, ci istruisce che l'uomo non doveva morire di questa morte tremenda. Senza il rifiuto di Dio, la morte sarebbe stata puro fenomeno fisico, sarebbe stata naturale trasformazione e trapasso a una condizione superiore, come di frutto maturo che si stacca dal ramo e, se pur cade in terra, si apre e pone i semi di novella vita.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dal loro della Sapienza 1,12-15; 2,23-24

Non provocate la morte con gli errori della vostra vita, non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani, perché Dio non ha creato la morte, e non gode per la rovina dei viventi.

Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra, perché la giustizia è immortale. Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura.

Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.

RIFLETTI

Senza il peccato, la morte non sarebbe stata terribile, orribile. Riparando ed eliminando il peccato, vinciamo la morte e tutto ciò che essa comporta: l'angoscia, la disperazione, la perdita di tutto, l'apparente caduta nel buio, nel nulla eterno.

Gesù Cristo, Uomo e Dio, ha assunto con noi e per noi la nostra morte e l'ha vinta con l'obbedienza al Padre e con l'amore.

La vita, nonostante la morte, resta un dono divino ed è promessa e preparazione di altra vita.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria