---->28 Meditazioni con Cristo dalla morte alla vita LA COMUNIONE DEI SANTI

Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





LA COMUNIONE DEI SANTI

La comunione dei santi è l'unità di coloro che amano Dio padre, come figli, e vivono in comunicazione fraterna tra loro.

Comunione che la morte non interrompe E poiché questa comunione è fondata in Gesù Cristo, ed è animata dalla grazia dello Spirito Santo, non può essere spezzata dalla morte. I vivi possono comunicare i loro beni spirituali ai fratelli morti e viceversa, perché insieme formano un solo corpo, il corpo mistico di Cristo, un solo popolo, il popolo di Dio.

Comunione di vita Questa solidarietà o intercomunicazione opera un meraviglioso scambio di beni; prima, quello della vita che scende dal Padre nel Figlio e dal Figlio in noi mediante lo Spirito Santo; e dalla redenzione del Figlio a tutti i fedeli; poi, quello tra i fedelifratelli, che, nelle preghiere, nelle opere e nelle sofferenze, completano nella loro carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo mistico, che è la Chiesa.

Comunione di beni Come nel corpo umano il benessere di un membro ridonda beneficamente in tutto l'organismo e il benessere di tutto l'organismo si fa sentire efficacemente anche sul membro più piccolo e più debole; così anche tra i cristiani, anche tra i vivi e i morti c'è meravigliosa comunione di beni spirituali a riparazione ed espiazione, a supplemento e complemento di quell'amore che è necessario per avvicinarsi a Dio. Le nostre azioni, assunte da Cristo, diventano redentive per tutti i fratelli, a cui il Cristo arriva; quindi anche ai trapassati all'altra vita.

ASCOLTA LA PAROLA DELLA CHIESA Dal Concilio Vaticano II (LG n. 50)

La Chiesa dei viatori conoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fin dai primi tempi della religione cristiana coltivò con grande pietà la memoria dei defunti e, poiché santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti, perché siano assolti dai peccati, ha offerto per loro anche suffragi.

La nostra unione poi con la Chiesa celeste si attua in maniera nobilissima, quando, specialmente nella sacra liturgia, nella quale la virtù dello Spirito Santo agisce su di noi mediante i segni sacramentali, in fraterna esultanza cantiamo le lodi della divina maestà e tutti, di ogni tribù e lingua, di ogni popolo e nazione, riscattati col sangue di Cristo e radunati in un'unica Chiesa, con un unico canto di lode glorifichiamo Dio uno e trino.

Fino a che dunque il Signore non verrà nella sua gloria e tutti gli angeli con lui e, distrutta la morte, non gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri passati da questa vita stanno purificandosi, e altri godono della gloria contemplando chiaramente Dio uno e trino, qual è; tutti però, sebbene in grado e modo diverso, comunichiamo nella stessa carità di Dio e del prossimo e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di gloria. Tutti infatti quelli che sono di Cristo, avendo lo Spirito Santo, formano una sola Chiesa e sono tra loro uniti a lui.

L'unione quindi dei viatori con i fratelli morti nella pace di Cristo, non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali.

RIFLETTI

I nostri suffragi, mediante preghiere e opere, trovano la loro efficacia nella preghiera e nelle opere di Cristo e nella sua promessa: «Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo concederà.

Nel purgatorio. più che soffrire, scontare, espiare e simili, è forse, un supplemento di amore che le anime devono ricuperare: amore come odio e distacco dal male, amore come donazione e appartenenza totale a Dio.

Certamente, nessun altro bene, come l'amore può essere comunicato, può vivificare, riabìltare, rinnovare, i fratelli e accendersi in essi. Chi più ama più salva, più aiuta i fratelli, vivi e defunti.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria