Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





LA MORTE E IL PANE DI VITA

La vita di grazia è partecipazione alla vita divina trinitaria, donata a noi dal Padre, mediante il Figlio nell'amore dello Spirito Santo. Specialmente nell'eucaristia questa partecipazione trova la fonte e il culmine, il ristoro e la crescita.

Pane che unisce L'eucaristia come pane di vita compie e rinsalda l'unità reale di Cristo e dei cristiani. Nel piano di Dio, gli uomini non sono destinati a restare creature, a ritornare nella terra donde sono stati tratti, ma sono chiamati a divenire simili a Dio, figli di Dio, dèi, essi stessi, nel senso inteso dalla sacra Scrittura.

L'eucaristia è il fermento della nostra divinizzazione, è il pane santo della vita eterna, è l'antidoto contro la morte.

Viatico che accompagna Per i malati e i moribondi essa è anche il viatico, cioè la provvista per il grande viaggio dalla morte alla vita. Aiuta a varcare la morte, accettandola e superandola con la forza stessa di Cristo morto, ma non vinto dalla morte; sepolto, ma non abbandonato da Dio. Il viatico eucaristico è comunione alla morte e risurrezione di Cristo, quindi è caparra e principio di vita, assicurando che la fine darà il principio vero.

Consuma il sacrificio di Cristo e del cristiano Il viatico eucaristico, debitamente celebrato, è anche parte del sacrificio della messa, proprio perché sia chiaro al fedele che lo riceve e alla comunità cristiana che vi partecipa, che esso rende partecipe del mistero del venerdì santo e della pasqua di Cristo. Si opera così anche nel cristiano morente l'offerta sacrificale di tutto se stesso, a salvezza dell'uomo, a gloria di Dio.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dal Vangelo (Gv 6,24-59 passim)

(Il giorno dopo la moltiplicazione dei pani). Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, sali sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbi, quando sei venuto qua?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà...».

«Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. lo sono ilpane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere tra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno.

RIFLETTI

Il Pane di vita affratella i cristiani, unendoli intimamente a Cristo, Figlio di Dio.

Questo inserimento nella socialità cristiana e divina, mentre deve animarci alle opere e alle iniziative sempre più generose per costruire un mondo migliore, deve anche confortare e assicurare chi si ammala, chi è vecchio, chi si sente vicino alla morte: egli non è solo, ma è nella grande fraternità cristiana ricca della carità di Dio: egli non è più "un povero mortale", ma è fratello di Cristo e figlio di Dio, da cui gli viene una vita indefettibile; egli non è inutile: quand'anche fosse inabile e improduttivo deve invece essere attivo nel corpo mistico mediante la preghiera, la croce, l'offerta sacrificale di sé per Dio e per i fratelli.

Ognuno con san Paolo può ripetere: «lo vivo, ma non sono più io, è Cristo che vive in me».

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria