---->24 Meditazioni con Cristo dalla morte alla vita LA MORTE E IL SACRAMENTO DEGLI INFERMI

Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





LA MORTE E IL SACRAMENTO DEGLI INFERMI

La malattia e la morte hanno per il cristiano un valore e una funzione del tutto diversi dal loro senso naturale e da quello pensato da un pagano, da un ateo o da un materialista.

Il credente dispone anche di un aiuto speciale per ben usare della malattia e della morte: il sacramento degli infermi.

La malattia indebolisce, il sacramento rafforza La malattia indebolisce le forze fisiche e quelle spirituali dell'uomo; la morte, nell'angoscia, lentamente o improvvisamente ce le toglie del tutto. Così le forze, e proprio quelle migliori della conoscenza e della libera decisione, vengono meno proprio quando l'uomo deve confermare e sigillare tutto il senso e il va/ore della sua vita, nell'accettazione consapevole e forte delle conseguenze del peccato, nell'anelito più umile e deciso di ritornare a Dio, di aderire ai suoi voleri e ai suoi disegni. Allora la Chiesa offre al credente un fiotto nuovo di energie spirituali, proveniente dal Cuore stesso del Salvatore sofferente e morente sulla croce: la grazia del sacramento degli infermi e dei moribondi. Mentre il sacerdote con la sacra unzione segna i sensi del corpo e invoca il perdono dei peccati commessi con essi, sono le facoltà spirituali dell'anima che la grazia sacramentale desta, sostiene e rafforza per la scelta finale, per la decisione irrevocabile in Cristo e come Cristo morente.

La conversione, per la fedeltà Con questa grazia sacramentale, anche chi è vissuto lontano da Dio, potrà sperare di raccogliere quel tanto di energie necessarie per concentrare la coscienza e la volontà e rivolgersi con pentimento e amore a Dio, che ha sì gran braccia che tutti accoglie e vuole salvi.

Con questa grazia sacramentale, il credente può trovare la forza d'animo per capovolgere il mistero terribile della sofferenza e della morte in evento favorevole di maturazione spirituale, e farne una estrema occasione di suprema testimonianza e quasi di martirio di fedeltà e di amore a Dio, come avvenne per Abramo, per Mosè, per i profeti, per Giovanni Battista, per i martiri cristiani, come fece Gesù in croce.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dal Vangelo (Mt 5,112) Vedendo le folle Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti,

perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e, mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia, rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

RIFLETTI

Ecco come la grazia cristiana capovolge i mali della vita in beni eterni. A tanto però si giunge sì con la forza della grazia sacramentale, ma occorre educarsi e orientare tutta la propria vita, giorno dopo giorno. Niente dopo si improvvisa, specialmente nella malattia e sul punto di morire. Anche il sacramento degli infermi e dei moribondi non è un rito magico. non è una imbalsamazione dell'anima contro la dannazione: richiede almeno un minimo di accettazione, di partecipazione consapevole e libera del malato, del moribondo.

Il rito dei sacramento degli infermi e dei moribondi dovrebbe essere celebrato non alla chetichella,. dal prete solo, alla presenza di una donnetta di casa, ma con solenne celebrazione liturgica, alla presenza della comunità familiare e di qualche rappresentante della comunità parrocchiale; perché come la comunità di fede, di preghiera e di carità ci aiuta durante la vita, così ci aiuta anche più nell'ora estrema.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria