---->20 Meditazioni con Cristo dalla morte alla vita LA REDENZIONE E LA MORTE

Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





LA REDENZIONE E LA MORTE

Gesù Cristo, Uomo e Dio, assumendo volontariamente tutto il dolore, tutta la morte dell'uomo, ha conferito a essi una funzione nuova, diversa, perché vi ha inserito l'innesto di una dignità divina che fa fiorire la fedeltà e l'amore per l'eternità pur nell'apparente, rovinosa sterilità del dolore e della morte.

Cristo per noi Con l'incarnazione, la passione e la morte, il Figlio di Dio ha potuto assorbire, lui per noi, ed espiare e consumare quella virulenza tremenda del peccato, che causando la morte, strugge l'uomo con l'avvilimento e la disperazione.

Dopo l'esempio e l'opera redentrice di Cristo, nessuno più dovrebbe lasciarsi vincere dalla morte, come da fine disperata, irrimediabile. Gesù ha insegnato, mostrato, sfruttato tutti i valori del dolore, dell'oppressione e della stessa morte. Ha vinto il dolore, perché in esso ha fatto fiorire e maturare la pazienza dei forti e la coerenza dei fedelissimi; ha vinto il peccato con il compimento della giustizia di espiazione; ha vinto la morte non solo con la risurrezione, ma già con l'accettarla di piena volontà per arrivare ad estinguerne il veleno suo più tremendo: la disperazione, la rivolta contro Dio e contro la vita, contro questa vita che proprio alla luce della morte sembra a molti assurda, e perfino una beffa, un male, un dono mortifero.

Noi con Cristo Allo stesso modo di Gesù e con lui, ogni cristiano, ogni uomo, se vuole, può vincere il dolore e la morte é trarre titolo di gloria dov'era occasione di umiliazione.

Con la morte cristiana si vince e si distrugge ogni male, tutti i mali dell'uomo; se ne cancella per sempre anche il ricordo. Con essa cominciano cieli nuovi, quella terra nuova, quella vita nuova in cui il volto dell'uomo rifletterà il volto di Dio e avranno compimento i desideri e le opere per la giustizia, la pace, la felicità, nell'Amore.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dal Vangele (Gv 19,28-37)

Gesù, sapendo che ogni cosa era stata compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi.era là un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver r!cevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo spirò.

Era il giorno della preparazione, e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme a lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e su

bito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto, ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

RIFLETTI

Nella morte, il cristiano vive il mistero doloroso, ma salvifico, del venerdì santo.

Alla sera di ogni giornata, alla sera della vita, in ogni fatica e dolore, dobbiamo imparare a ripetere con gli stessi sentimenti di Gesù morente: «Tutto è compiuto!» di quanto era mio dovere, mia missione per la pace, la giustizia e ]'amore. «Padre, nelle tue mani affido la mia vita», nulla va perduto di quanto tu accetti; non resta deluso chi in te confida, chi a te si affida. «Signore, ricordati di me nel tuo regno».

Quanta forza e speranza, per vivere e per morire, possono darci queste parole!

II mondo di oggi, che non trova senso nella vita ed è angosciato dalla morte, ha bisogno di guardare alla vita e alla morte di Gesù, UomoDio, con lo sguardo cercante e fiducioso del ladrone crocifisso, che sul patibolo ricuperò tutta la sua umanità nella lealtà, nel coraggio, nel rispetto e in quello spirito di seria riflessione che lo portò alla fede e alla speranza: «Signore, ricordati di me, quando sarai nel tuo regno!».

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria