Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





L'ATEO DI FRONTE ALLA MORTE

SenzaDio, senza Cristo Che cos'è la morte per chi non crede in Dio e non si illumina in Cristo? è un accidente assurdo, è una farsa tragica, che rendono assurda e tragica e farsesca anche la vita.

Chi nella morte non trova almeno uno spiraglio, un raggio di speranza ultraterrena, finisce inevitabilmente per perdere ogni speranza anche nella vita.

Ecco alcuni pensieri, che sembrano grumi condensati di amarezza e di fredda disperazione, di atei del nostro tempo.

L'angoscia ha il volto della morte (M. Heidegger). La vita è responsabilità, ma la responsabilità produce nell'animo preoccupazione; la preoccupazione, angoscia; l'angoscia ha il volto stesso della morte; la paura della morte genera la fuga nell'alienazione, nell'anonimato della massa. Nonostante la fuga, l'esistenza resta sempre un movimento verso la morte, è, anzi, condanna alla rnorte, è un attendere la propria morte. In fondo, alla luce della morte tutto appare senza importanza.

La morte toglie significato alla vita (J. P. Sartie). «La morte non è mai ciò che conferisce il senso alla vita; al contrario le toglie necessariamente ogni significato. Se noi dobbiamo morire, la nostra vita non ha significato, perché i suoi problemi non ricevono alcuna soluzione e perché il significato stesso dei problemi rimane indeterminato». La morte toglie ogni significato anche alla libertà.

La morte disgusto nella vita (C. Pavese, morto suicida). «Via via che passano gli anni, in faccia a ciascuno va sempre più disegnandosi il teschio». Il problema non la durezza... Il problema è piuttosto che ciò che si ottiene disgusta». La grande tremenda verità è questa: soffrire non serve e niente... Non c'è cosa più amara che l'inutilità». Così la vita, la sofferenza dell'uomo è assai più terribile di quella del Dio crocifisso.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dal Libro della Sapienza 1,23

Non provocate la morte con gli errori della vostra vita,

non attiratevi la rovina con le opere delle voce mani, perché Dio non ha creato la morte.

Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; e non gode per la rovina dei viventi.

Le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte...

Gli empi invocano su di sé la morte con gesti e con parole, ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza perché son degni di appartenerle. Dicono fra loro sragionando: «La nostra vita è breve e triste; non c'è rimedio, quando l'uomo muore e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi. Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati...».

RIFLETTI

Si sa che l'ateismo è un fenomeno postreligioso, postcristiano: per avversione a un certo tipo di pratica religiosa o a un certo tipo d'insegnamento deformato su Dio, sull'anima, sul paradiso, gli atei arrivano alla negazione di Dio, all'angoscia esistenziale della morte, alla disperata convinzione che tutta la vita è una cosa assurda.

Noi dobbiamo purificare ogni giorno le nostre idee su Dio e la nostra pratica religiosa.

Ma i moderni atei, umanisti o socialisti, comprendano bene che

* abbassare o negare Dio è un'altra forma di religione non migliore di quella contestata e rifiutata;

* affermare ed esaltare l'uomo può arrivare a una forma di idolatria laica che prostituisce gli uomini davanti all'uomo, davanti a una immagine astratta dell'uomo, davanti a un idolo di se stessi;

* chiudersi nell'immanentismo è il più terribile suicidio.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria