Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





CRISTO RISUSCITA I MORTI LA FEDE DI GIAIRO

Gesù Cristo, si è manifestato Signore sulla malattia e sulla morte con la parola e la potenza; ha sconfitto ed esautorato il dolore e la morte, mediante le loro stesse armi, cioè soffrendo e morendo.

Vincere la morte con la morte A tutti gli uomini, vuole ora dare lo stesso potere per affrontare e vincere il dolore e la morte, con il dolore e con la morte, ma esige fede, speranza e amore: l'amore, non la ribellione irosa o lo stoicismo sterile; la speranza, non lo sconforto cupo e la disperazione, la fede nella sua parola e nei mezzi da lui suggeriti ma dal mondo derisi come o deboli o inefficienti.

In questo nostro mondo, il dominio e la potenza di Cristo sul dolore e la morte, appaiono velati e incerti, perché sono annunciati dalla Parola del Vangelo e si realizzano nel mistero dei segni sacramentali della Chiesa. Molti, perciò che non aguzzano gli occhi della fede per scoprire la potenza nascosta, ma reale e operante: "deridono" come avvenne in Palestina di fronte a certi gesti di Gesù che poi operavano il miracolo.

Con la fede di chi ama e non si arrende L'appello di Gesù alla fede è un risvegliare nell'uomo non solo l'abbandono all'azione salvatrice divina, ma anche la collaborazione a non arrendersi, a lottare, a superare o almeno a non lasciarsi superare dal male; è un risvegliare, in nome di Dio, quel moto interiore delle forze di tutto l'uomo che non accetta il dolore come avvenimento rovinoso e sterile, non accetta la morte come fine, annientamento e chiusura senza porte e senza finestre, come avvenimento cieco e irrazionale.

Chi più è uomo, chi più ama, meno si arrende, più sente i richiami e le esigenze della fede. E vince, nonostante ragioni e condizioni contrarie, Giairo ci è di esempio.

ASCOLTA LA PAROLA Dì DIO Dal Vangelo (Lc 8,40-56)

Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco venne un uomo di nome Giairo, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù lo pregava di recarsi a casa sua, perché aveva un'unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino le folle gli si accalcavano attorno. Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò.

Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Mentre tutti negavano, Pietro disse: «Maestro la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me». Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo il motivo per cui l'aveva toccato e come era stata subito guarita. Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata, va' in pace!».

Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù che aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». Giunto alla casa non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo che era morta, ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!». Il suo spirito tornò in lei ed ella si alzò all'istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

RIFLETTI

La ragione è una grande dote nell'uomo, ma se essa si fa tutta positiva, se non si apre ai lumi superiori della fede, si preclude la conoscenza e la comprensione di molte verità necessarie all'uomo. I lumi della ragione sono lucciole nel buio della notte e i loro guizzi di luce non aiutano a distinguere e a indicare le vie e le mete esistenziali dell'uomo. Troppi problemi sull'uomo restano aggrovigliati e insolubili per la ragione; e così generano angoscia e disperazione.

Se non consideriamo il dolore, la malattia, la morte alla luce della Parola di Dio e in Gesù Cristo, non ne capiremo nulla e, anche quando sono lontani da noi, ci amareggeranno anche i giorni che potrebbero essere lieti.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria