Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





DAL PECCATO ALLA MORTE

E' il peccato che uccide l'uomo e non propriamente la malattia o la vecchiaia o un accidente violento.

Il peccato genera la morte La morte, essendo soprattutto rottura dolorosa e violenta delle relazioni personali, è certamente la conseguenza, la consumazione e la manifestazione emblematica di una precedente e causale rottura, quella del peccato.

Il peccato è la rottura dei rapporti personali di stima, di comprensione, di obbedienza o di fedeltà, di amore, con Dio e con i fratelli. Lo sappiamo: per superbia si ribellarono a Dio Adamo ed Eva nell'Eden; per invidia, egoismo, ambizione noi siamo più spesso fratelli di Caino, contro Abele.

Il peccato morte dell'amore è sempre l'amore che noi feriamo o soffochiamo col peccato, qualunque esso sia. Ferito l'amore, tutto in noi tende a corrompersi, a disfarsi, a sgretolarsi, perché il peccato è una specie di veleno spirituale che rende micidiale tutto, anche le facoltà migliori dell'uomo, la ragione, il sentimento, l'occhio e la lingua.

E pare che questo veleno non esaurisca la sua virulenza se non con la morte e con lo sfacelo dell'uomo nella polvere del cimitero, facendolo passare prima violentemente attraverso o i dolori della malattia o le minorazioni della vecchiaia o gli sfregi di una disgrazia e, sempre, attraverso l'agonia, cioè la lotta estrema e impari con la morte e la fine.

Il peccato, male dell'uomo, di Dio. di Cristo Il peccato è un veleno che agisce così anche quando è stato perdonato da Dio; agisce così, quasi per contaminazione misteriosa e tremenda, anche sui bambini e gli innocenti, i quali, essendo solidali con gli adulti in tutto, nei beni come nei mali, lo sono anche nelle tremende conseguenze del peccato.

E' vero: il peccato è il male dell'uomo, è il male di Dio e di Cristo crocifisso. è il grande male, perché tende a uccidere l'amore, che è la vita della vita, per Dio e per gli uomini.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dalla lettera di S. Paolo ai Romani (7,13-25)

Il peccato per rivelarsi peccato mi ha dato la morte servendosi di ciò che è bene, perché il peccato apparisse oltre misura peccaminoso per mezzo del comandamento.

Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato. Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?

RIFLETTI

Se tale è la forza velenosa e mortifera del peccato, non dobbiamo meravigliarci che sia lungo e difficile vincerlo. Non illudiamoci, e, se siamo educatori, non illudiamo gli altri: il peccato non si vince subito, né una volta per sempre.

La stessa redenzione di Gesù Cristo, che per se stessa potrebbe salvarci e santificarci una volta per sempre, con una sola applicazione, per esempio con il solo battesimo, non arriva a tanto, sia per disposizione di Dio che se, per misericordia, perdona il peccato e assicura la salvezza, per giustizia, lascia che subiamo tutte le conseguenze temporali dei nostri peccati; e sia perché la nostra natura umana non comporta una conversione "magica" istantanea come per incanto, ma abbisogna di ripetuti atti consapevoli e graduali e di attingere alla redenzione ripetutamente, poco per volta, a diversi sacramenti, con i loro diversi effetti propri.

Solo così, e solo dopo la morte, quando la forza deleteria del peccato si sarà esaurita nella polvere del sepolcro, vinceremo definitivamente con Cristo e in Cristo.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria