Il Purgatorio

Con Cristo, dalla morte alla Vita





LA MORTE DEL CRISTIANO COME MARTIRIO

L'uomo sente e teme la morte come decadenza biologica e come la fine di tutto.

Il cristiano, che si illumina di Cristo, può arrivare ad amare la morte, non in se stessa, ma per ìl significato e il valore grande che può assumere, quello del martirio. Accettata e vissuta in un certo modo, può divenire dono supremo della vita propria, prova estrema di fedeltà e testimonianza certa per Colui che si ama e in cui si ha fede e speranza.

Nella morte, donare la vita Tutta la sostanza della vita cristiana sta nell'amore, ma dare la vita per Dio e per i fratelli è considerata la prova suprema dell'amore. Nel discorso di addio, nell'ultima cena, dopo aver insistito sul "comandamento nuovo" dell'amore, Gesù stesso disse: «Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». E chi riconoscerà Cristo davanti agli uomini e di fronte agli avvenimenti contrari, anche Cristo lo riconoscerà davanti al Padre, nel giorno del giudizio».

La morte è inevitabile per l'uomo, come per il cristiano è inevitabile la persecuzione; ma anche ciò che è inevitabile può essere assunto da una libera decisione e portato con altissima dignità. L'uomo, ìl crìstìano possono essere travolti o schiacciati dal di fuori e dall'esterno; non dal di dentro, nella coscienza e nel cuore, se non vogliono.

Nella morte, testimoniare la fedeltà Ecco: morire, anche della morte più banale, per il cristiano può avere questo senso altissimo: dare la propria vita; non solo nelle opere a gloria di Dio e a favore della famiglia, dei fratelli, ma lasciarla e darla anche in qualunque momento e modo per rimanere nell'amore, per entrare in un amore più grande.

La morte cristiana, dunque, può diventare vero martirio, cioè prova e suggello di fedeltà indiscutibile, e testimonianza alta e profetica: nonostante le apparenze contrarie e minacciose, Dio vale più di tutto, anche della propria vita; Dio è grande e buono con noi anche quando, come ad Abramo, chiede il sacrificio della vita e della speranza stessa; Dio è il Signore al di sopra di tutto e di tutti: sia egli benedetto quando dà e quando sembra togliere.

ASCOLTA LA PAROLA DI DIO Dagli Atti (7, 55-60) Dalla lettera di San Paolo ai Romani ?, 35-39

Nell'udire i discorsi di Stefano, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, mori. (Saulo era colui che poi divenne S. Paolo e nella Lettera ai Romani scrisse l'inno del martire cristiano).

Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio... Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: «Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. lo sono infatti persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né presente né avvenire, né potenze né altezze né profondità, né alcuna creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore.

RIFLETTI

Vi è un martirio eroico, che si compie in un giorno; e vi è un martirio ordinario di testimonianza, di fedeltà e di coerenza, che dura tutta la vita dei cristiano e si completa nella morte.

E come lo spirito del martirio eroico non consiste tanto nel subire con fortezza, quanto piuttosto nell'affrontare con fierezza e superare tutte le avversità che vorrebbero indurre al tradimento, così una morte veramente cristiana non consiste nel lasciarsi prendere la vita rassegnati, ma piuttosto nel darla e nel darsi spontaneamente.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria