Beata Eugenie Smet: I più poveri su questa terra e nell'aldilà

Il 26 maggio 1957 Papa Pio XII proclamò beata Eugenie Smet, fondatrice dell'Istituto delle Suore Ausiliatrici delle anime del purgatorio. Nel 1853, a 28 anni, le era venuta per la prima volta l'idea: "Esistono comunità religiose per tutti i bisogni della Chiesa militante, ma non ce n'è neanche una che si dedichi esclusivamente alla Chiesa purgante, compiendo opere di pietà e di carità ". Questo fu il punto di partenza per la fondazione del suo Istituto, le cui suore operano attualmente in molti paesi d'Europa, ma anche in India, in Cina e a Taiwan.



Eugenie nacque a Lille, nel nord della Francia, il 25 marzo 1825. Era una bambina intelligente, sensibile e piena di vita che vedeva spesso sua madre pregare per le anime del purgatorio. Un giorno notò in un cimitero delle tombe abbandonate, coperte di muschio, rimase molto preoccupata e sentì tanta compassione per quei defunti, al pensiero che nessuno più pregava per loro. Così entrò nella sua anima il primo seme della sua vocazione. A soli sette anni, Eugenie ricevette un'altra importante grazia, mentre insieme ad altre ragazze giocava a rincorrere le farfalle. All'improvviso interruppe il gioco dicendo: "Immaginatevi se una delle nostre amichette stesse in una prigione, dietro porte chiuse, e se fosse in mio potere liberarla, se poi lei vedesse che io vado a caccia di farfalle, mi diletto e con un comportamento indifferente passo davanti alla sua porta, senza liberarla, quale dispiacere le procurerei ". Da quel momento Eugenie iniziò a pregare con zelo per le povere anime e fece di tutto per convincere anche le sue amiche a questa missione. Ad una di loro aveva scritto: "Vorrei sgomberare il purgatorio! ".

"Mio Dio sei la mia Provvidenza"
A undici anni Eugenie entrò nella scuola collegio "Sacré Coeur", dove, senza la protezione dei suoi genitori, imparò a rivolgersi soprattutto a Dio per i suoi piccoli o grandi problemi. Fece così l'esperienza di potersi completamente fidare della Provvidenza, fatto determinante per il suo futuro. Amava raccontare alle sue figlie spirituali un episodio che non aveva più dimenticato: "Nella cappella avevo un posto preferito, dal quale si vedeva direttamente l'altare. Un bel giorno fu annunziato che durante la successiva celebrazione solenne avrebbero potuto sedersi in prima fila solo le scolare con l'uniforme bianca. La mia, purtroppo, era a casa, e non c'era il tempo di farmela portare. Perciò mi rivolsi a Dio con una fervida preghiera e avevo la fiducia di essere esaudita.

La vigilia della festa salii in dormitorio con il cuore che batteva e cosa vidi? La mia uniforme bianca era sul letto! Mi inginocchiai e promisi a Dio: `Mia cara Provvidenza, mi aspetto tutto da Te, iniziando da uno spillo fino al paradiso!'. "

A soli dodici anni Eugenie era già innamorata della divina Provvidenza. Nel 1837 scrisse nel suo diario: "Mio Dio, Tu sei la mia Provvidenza. Se potessi essere un giorno io la tua provvidenza. Tu mi dai tutto, io desidero tanto darti qualche cosa!". Ma cosa avrebbe potuto essere quel "qualche cosa"? In lei maturava sempre più il desiderio di diventare suora e in questo modo donarsi alla divina Provvidenza. Ma i suoi genitori non glielo permisero, perché aveva una salute cagionevole e soffriva spesso di nevralgie.

"Come potrei diventare la Provvidenza di Dio?"
"Gesù, desidero essere amabile per rendere Te amabile!". Con questo proponimento, scritto nel suo diario, a 18 anni tornò a casa dalla scuola. Aveva studiato arte e musica, ora aiutava in casa, ma soprattutto esercitava un'attività straordinaria aiutando i bisognosi. Nella parrocchia organizzava lotterie per il restauro della Chiesa, per il riscatto di schiave, raccoglieva offerte per le missioni in Cina e in Africa. Cercava i più poveri nel suo vicinato, procurava vestiario, preparava per loro minestre e pacchi con prodotti alimentari sui quali, sotto il nome del destinatario, quasi fosse il corrispettivo da pagare, scriveva sempre: "Prega per le povere anime nel purgatorio ". Accanto a tutto l'impegno per i poveri sulla terra, ad Eugenie stavano sempre più a cuore i poveri del purgatorio. Dappertutto mendicava preghiere per loro: "So come potrei diventare la provvidenza per Dio. Egli ama le anime nel purgatorio e non può liberarle per la Sua giustizia. Gli darò le anime che ama e pregherò anche tutti i miei conoscenti di darGli anime con la preghiera e con i sacrifici. Noi possiamo dare qualche cosa a Lui, che ci dà tutto! ".

Una Congregazione per le anime del purgatorio
Poi arrivò il momento decisivo in cui Eugenie comprese che il Signore voleva da lei una fondazione, i cui membri pregassero e offrissero per le povere anime. Accadde il giorno dei defunti del 1853 dopo la S. Messa. Nel dubbio che questi pensieri venissero davvero da Dio, pregò: "Signore, se questa idea viene da Te, fa' che una delle mie amiche mi parli del purgatorio ".

Quattro scalini più in là un'amica le venne incontro dicendo: "Eugenie, durante l'adorazione, per il mese di novembre, ho promesso di offrire tutto insieme a te per le anime del purgatorio!".

Incredibile! Eugenie era profondamente colpita: Dio non avrebbe potuto più chiaramente rispondere alla sua preghiera. Ma l'impegno era troppo grande, perché questa risposta potesse essere sufficiente a toglierle tutti i dubbi sull'origine divina di questa idea.

Perciò chiese di nuovo: "Signore, se questa è la Tua volontà, mostramelo più concretamente". Ciò che aveva chiesto, non era poco.

La Provvidenza avrebbe dovuto donarle cinque segni e tutti e cinque le furono dati nel giro di due anni.

Seguendo il consiglio del vescovo Chalandon, Eugenie si rivolse anche al Curato d'Ars attraverso un'amica. Dopo che l'illuminato padre spirituale e confessore ebbe pregato un'ora davanti al Santissimo, disse al suo segretario Toccanier: "Un Ordine per le anime nel purgatorio, questo lo aspettavo da tanto tempo! ... Ditele che può fondarlo quando vuole, perché questo è un Ordine che Dio desidera da tanto tempo. E' la realizzazione di un desiderio d'amore del Cuore di Gesù ".

Eugenie non ebbe più dubbi. Lasciò la casa paterna e il 19 gennaio del 1856 arrivò a Parigi dove si unì ad un gruppo di religiose che già si impegnavano per le anime del purgatorio. Ben presto ne divenne la guida, sebbene ancora non sapesse come organizzare la vita della comunità. In questo periodo di estrema incertezza, si legò ancora più strettamente al Signore. Moltissime volte ripeteva: "Provvidenza di Dio, guidata dal Cuore di Gesù, assistici! ". E la Provvidenza non l'abbandonò. Il 2 luglio 1856 qualcuno bussò alla porta e prego le suore di curare un povero malato a casa, Eugenie sentì una voce interiore: 'Vi dovresti amare in questo modo!". Ora sapeva cosa voleva Dio da loro. "Noi dobbiamo dedicare ai più poveri e più abbandonati in queste mondo e nell'altro! ".

La Provvidenza le donò anche una benefattrice, una casa nella rue S. Jean Baptiste de la Salle a Parigi (dove ancora oggi si trova la Casa generalizia della Congregazione) e un padre spirituale gesuita, P. Basuiau. Egli aiutò Eugenie ad organizzare la vita delle suore secondo la spiritualità di S. Ignazio di Loyola. Il 27 dicembre 1856, a 31 anni, ella pronunciò i suoi primi voti, con altre cinque consorelle. Eugenie prese il nome di Maria della Provvidenza e divenne la prima madre generale. Le suore delle nuova congregazione promettevano come quarto voto: "Pregare, soffrire e lavorare per le anime del purgatorio ". Il S. Curato d'Ars scrisse in una lettera ad Eugenie: "E' stato Dio a suggerirle l'idea di lavorare per la liberazione delle anime del purgatorio, compiendo opere di misericordia. In questo modo realizza in pieno lo spirito del nostro Signore, portando nello stesso tempo sollievo ed aiuto alle sue membra sofferenti in terra e a coloro che si trovano in purgatorio ".

Sono venute in molte
In breve tempo nuove giovani donne si unirono a Maria della Provvidenza. Il 29 giugno del 1864 ella aprì una nuova casa a Nantes, nel 1869 a Bruxelles. Lo fece però non del tutto felice, perché da un po' di tempo soffriva di una malattia misteriosa, alla quale si aggiunse poi un cancro, che ella sopportò in silenzio per dieci anni fin quando non poté più nasconderlo. Viveva inoltre un tempo di buio spirituale. Nel suo diario scrisse: "Tristezza, grande come il mare ... Mi sembra che passi fuoco nelle mie vene". Ma anche: "Coraggiosamente faccio visita al noviziato. Tengo la conferenza.

In ogni ricreazione racconto la storia dell'Opera, cosa che dà slancio alle novizie e le commuove".

Il suo nuovo padre spirituale, Pierre Olivaint S.J., riuscì a consolarla: "E' la sua stessa vocazione a condurla in questo stato. Lei si trova nel purgatorio. Si faccia mancare tutto, ma non la fiducia!". Per otto anni Maria della Provvidenza visse in una interiore aridità spirituale. "Se sapessi come mi vedo davanti a Dio! Sono sempre sorda, muta e cieca ... Un'anima nel purgatorio vive senza luce, perché non può vedere Dio, è senza gioia, perché non Lo possiede, ma è obbediente a Lui in maniera perfetta e sempre. La mia vita deve essere un purgatorio permanente. Questa è la via sulla quale mi accompagna la volontà di Dio ".

Nel 1867 il vescovo Languillat chiese un sostegno per le missioni in Cina. Il 16 ottobre dello stesso anno le prime sei suore, tristi e felici allo stesso tempo, lasciarono la Francia per Shangai, dove operare come collaboratrici dei padri gesuiti. Si avviò così un'apertura verso l'esterno che realizzava il desiderio della fondatrice: "Dalla profondità del purgatorio fino ai confini più lontani della terra!".

"Gesù, fa' che la croce mi doni amore"
La malattia del cancro progrediva sempre più. Maria della Provvidenza faceva fatica a muoversi. Il suo più fedele compagno era il rosario regalatole dal Curato d'Ars. Quando poté prendere in mano la penna per l'ultima volta, scrisse: "Da 28 anni prego ogni giorno: Gesù, fa' che la croce mi doni l'amore! ".

Poco prima della morte, P. Olivaint le chiese se avesse ancora da dire qualcosa alle sue figlie spirituali. "Vi raccomando un crescente zelo per le anime del purgatorio e un senso della famiglia: possano la Cina, Nantes, Bruxelles e Parigi essere due cuori e un'anima sola! Soprattutto vi raccomando l'amore, l'amore, l'amore!".

Eugenie morì a soli 45 anni, il 7 febbraio 1871 a Parigi, seduta sulla sua poltrona, mentre teneva in mano il rosario del Curato d'Ars e bisbigliava ancora: "Amore, amore, amore! ".

Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/il%20purgatorio%20e%20la%20via%20verso%20il%20cielo.htm