Il Purgatorio

Santa Faustina Kowalska: Misericordia oltre la morte

Alla sua "segretaria ", S. Faustina Kowalska (1905 1938), Gesù spiegò come si può essere misericordiosi verso il prossimo: "Primo con l'azione, secondo con la parola, terzo con la preghiera ". Sebbene la vita nel monastero per Sr. Faustina fosse ripetitiva e banale, come cuoca, giardiniera e portinaia, lei però la visse con insolita profondità in unione con Dio. In questa unione approfittò di ogni situazione della giornata per assistere coloro che hanno più bisogno della misericordia di Dio: i moribondi e i defunti.




La forza della coroncina della Misericordia
Per l'appartenenza alla Chiesa e con il sacramento dell'Unzione degli infermi, il moribondo ha la possibilità di un grandissimo aiuto di grazie per il passaggio all'altra vita. Purtroppo una gran parte degli uomini muore senza l'assistenza di un sacerdote. Per questo, attraverso Sr. Faustina, Gesù ci ha rivelato la coroncina della Divina Misericordia. Essa non può sostituire il sacramento dell'Unzione dei malati e soprattutto il "viatico", l'ultima Comunione, ma è ugualmente un aiuto prezioso, con il quale possiamo particolarmente assistere il morente nell'ultima sua lotta. Gesù promette: "Nell'ora della morte difenderò con la mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina". (811) "Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell'ora della morte. ... Anche se si trattasse del peccatore più incallito, se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia della Mia infinita Misericordia". (687) "Poi mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso ". (1541)

Questa promessa è valida, anche se sono altri a pregare per l'agonizzante: "Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa C oroncina, l'imperscrutabile Misericordia avvolge l'anima". Sr. Faustina poté sperimentare spesso la forza di questa preghiera. Lei racconta: "Una volta in un ospedale sono entrata in una stanza dove si trovava una donna in agonia, ad un tratto sentii nell'anima una voce: `Recita la coroncina che ti ho insegnato. Corsi a prendere il rosario, mi inginocchiai vicino all'agonizzante e cominciai con tutto il fervore dello spirito a recitare la coroncina Improvvisamente l'agonizzante aprì gli occhi, guardò verso di me e non riuscii a terminare tutta la coroncina che essa era già morta in una misteriosa serenità. Pregai fervorosamente il Signore, perché mantenesse la promessa che mi aveva fatto per la recita della coroncina. Il Signore mi fece conoscere che quell'anima aveva ottenuto la grazia che Egli lui aveva promesso. Quell'aninia fu la prima che sperimentò la promessa del Signore. Sentii come la potenza della misericordia avvolgeva quell'anima". (810) Questo i presenti non devono necessariamente avvertirlo. Faustina aveva compreso: "La misericordia di Dio talvolta raggiunge il peccatore all'ultimo momento in modo singolare e misterioso. Apparentemente sembra che tutto sia perduto, ma non è così. L'anima, illuminata dal raggio di una vigorosa ultima grazia divina, si rivolge a Dio all'ultimo momento con un tale impeto d'amore che in un attimo ottiene da Dio il perdono delle colpe e delle pene...

Sia pure durante l'agonia, Iddio misericordioso dà all'anima un lucido momento interiore, in cui, se l'anima vuole, ha la possibilità di tornare a Dio ". (1698)

Una volta entrai un momento in cappella, Gesù mi disse: "Figlia mia, aiutarti a salvare un peccatore in agonia. recita per lui la coroncina che ti ho insegnato". La santa fece ciò che Gesù le aveva chiesto. "Quando cominciai a recitare la coroncina, vidi quel moribondo fra atroci tormenti e lotte. Era difeso dall'angelo custode, il quale però era come impotente di fronte alla grande miseria di quell'anima, ma mentre recitavo la coroncina vidi Gesù nell'aspetto in cui è dipinto nell'immagine. I raggi che uscivano dal Cuore di Gesù avvolsero il malato e le potenze delle tenebre fuggirono provocando scompiglio. Il malato spirò serenamente". (1565)

"Oh, quanto bisogno di preghiere hanno le anime agonizzanti! O Gesù, ispira le anime a pregare spesso per gli agonizzanti ". (1541)

La preghiera, un'opera di misericordia
Sebbene il purgatorio sia un luogo di purificazione e sofferenza, l'anima lo vive come un dono della misericordia di Dio. Dopo che S. Faustina, con il suo Angelo custode, fu per la prima volta in quel luogo, scrisse: "In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e in esso una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse; solo noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio e portava loro sollievo. Le anime chiamano Maria "Stella del Mare". Ella reca loro refrigerio. Chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l'ardente desiderio di Dio ". (20)

Poco tempo dopo, l'ambasciatrice della misericordia poté provare questo desiderio doloroso mentre era in preghiera per una consorella morta: "Durante la santa Messa per un momento ho vissuto il suo tormento, ho provato nell'anima una fame così grande di Dio che mi sembrava di morire per il desiderio di unirmi a Lui. La cosa è durata un breve momento, ma ho capito che cos'è la nostalgia delle anime del purgatorio". (1186) Nello stato di purificazione l'anima non può aiutarsi da sola, per questo è tanto più grata di ricevere le preghiere e gli atti di carità che noi facciamo per lei. Perciò all'ottavo giorno della novena alla Divina Misericordia Gesù chiede non solo a Sr. Faustina, ma a tutti noi: "Oggi conduciMi le anime che sono nel carcere del purgatorio ed immergile nell'abisso della Mia Misericordia. I torrenti del Mio Sangue attenuino la loro arsura. Tutte queste anime sono molto amate da Me; è in tuo potere recar loro sollievo. Prendi dal tesoro della Mia Chiesa tutte le indulgenze ed offrile per loro ... Oh, se conoscessi i loro tormenti, offriresti continuamente per loro l'elemosina dello spirito e pagheresti i debiti che essi hanno nei confronti della mia giustizia!". (1226)

Perché ne ricevesse incoraggiamento e consolazione a Sr. Faustina sono stati mostrati gli effetti delle sue preghiere e sacrifici. Questo serve anche a noi ed ella ha potuto descrivere: "Durante la S. Messa vidi tre colombe bianche che si alzavano in volo dall'altare verso il Cielo.

Mi fu dato di comprendere che non solo quelle tre anime, che avevo visto, erano andate in Paradiso, ma molte altre". (748)

"Una volta compresi che non sempre Dio accetta le nostre preghiere per le anime per le quali noi preghiamo, ma le destina per altre anime, la nostra preghiera però non va perduta':

In ogni caso, le anime che aiutiamo a passare dal purgatorio in Cielo sono molto riconoscenti. Una sera si presentò da Sr. Faustina una consorella defunta: "Quando l'ho vista la prima volta era in uno stato di grande sofferenza, poi rnan mano è venuta in condizioni di sempre minor sofferenza e quella sera la vidi splendente di felicità e mi disse che era già in Paradiso. Poi mi si avvicinò e mi abbracciò affettuosamente". (594)

Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/il%20purgatorio%20e%20la%20via%20verso%20il%20cielo.htm

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