Il Purgatorio

L'indulgenza




L’INDULGENZA: CHE COS’E’? (dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

Già nell'Enchiridion indulgentiarum di Paolo VI troviamo infatti tre concessioni di indulgenze di carattere generale, particolarmente interessanti. Si, concede l'indulgenza parziale al fedele che:
1. Nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le avversità della vita, innalza con umile fiducia l’animo a Dio, aggiungendo, anche solo mentalmente, una pia invocazione;
2. con spirito di fede e con animo misericordioso, pone se stesso o i suoi beni a servizio dei fratelli che si trovino in necessità;
3. in spirito di penitenza, si priva spontaneamente e con suo sacrificio di qualche cosa "lecita". In questa nuova edizione è stata inserita una quarta concessione generale a chi dà una pubblica testimonianza della propria fede in determinate circostanze della vita di ogni giorno, quali la partecipazione frequente ai sacramenti, l'inserimento nelle forme comunitarie di espressione della fede e dell'apostolato, l'annunzio, con la parola e con le opere, della salvezza cristiana a chi è lontano dalla fede. L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per quei peccati che, in quanto alla colpa, sono già stati rimessi al fedele per mezzo della Chiesa. L’indulgenza è parziale quando libera in parte, mentre è plenaria quando libera totalmente dalla pena temporale dovuta ai peccati. Le indulgenze possono essere applicate sia ai vivi sia ai defunti.

LE PENE DEL PECCATO.

Per comprendere la dottrina e la pratica della Chiesa bisogna tener presente che il peccato ha una duplice conseguenza:

1. "PENA ETERNA": conseguenza del peccato grave che ci priva della comunione con Dio e perciò, ci rende incapaci di ottenere la Vita Eterna.

2. "PENA TEMPORALE": conseguenza di ogni peccato, anche veniale, che provoca comunque un attaccamento malsano alle creature; esso ha bisogno di purificazione sia durante la vita terrena sia dopo la morte, nello stato chiamato Purgatorio. Queste due pene non sono una specie di vendetta di Dio, ma esse scaturiscono direttamente dalla natura del peccato. (dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1472).

Remissione delle pene

1. "Pena eterna": essa è rimessa mediante il perdono del peccato e la restaurazione della comunione con Dio, che non cancellano, tuttavia, le pene temporali del peccato.
2. "Pena temporale": il cristiano deve sforzarsi di accettare come una grazia queste pene temporali sopportando pazientemente sofferenze e prove di ogni genere, impegnandosi attraverso preghiere e penitenze, opere di misericordia e di carità, per spogliarsi dell'uomo vecchio" e rivestire "l'uomo nuovo". (dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1473).

Nella Comunione dei Santi.

La Comunione dei Santi non è altro che quel vincolo perenne di carità e di abbondante scambio di beni spIrituali fra i fedeli: quelli che sono già in Paradiso, quelli che stanno espiando le proprie colpe in Purgatorio e quelli che sono ancora pellegrini sulla terra. Il cristiano, perciò, che si sforza di purificarsi dei propri peccati e di santificarsi con l'aiuto della grazia di Dio, non è solo, ma vivendo in Cristo e per Cristo, la sua vita è congiunta a quella di tutti gli altri fratelli cristiani nella soprannaturale unità del Corpo mistico di Cristo. In questo ammirabile scambio, la santità giova più del danno causato dal peccato, quindi ricorrere alla comunione dei santi permette al peccatore pentito di essere purificato dalle pene del peccato nel più breve tempo possibile. (dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1474-75).

Attraverso la Chiesa.

La Chiesa, in virtù del suo potere di sciogliere e legare, affidatole da Gesù Cristo, costituisce l'unica via per ottenere l'indulgenza: interviene a favore di un fedele, gli dischiude i meriti di Cristo e dei Santi, affinché ottenga dal Padre Misericordioso la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. La Chiesa, perciò, non vuole solo aiutare, ma anche spingere il fedele a compiere opere di pietà, carità e penitenza. Attraverso la Chiesa i fedeli possono ottenere l'indulgenza parziale o plenaria, non solo per sé o per altri fedeli vivi, ma anche per le anime del Purgatorio, membri della medesima comunione dei santi. (dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1478-79)

NORME (dal Manuale delle Indulgenze, Libreria Editrice Vaticana, 1999).

1. L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritariamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi.
2. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.
3. Ogni fedele può lucrare per se stesso le indulgenze sia parziali che plenarie o applicarle ai defunti a modo di suffragio.
4. Il fedele, che almeno con cuore contrito, compie un'azione alla quale è annessa l'indulgenza parziale, ottiene, in aggiunta alla remissione della pena temporale che percepisce con la sua azione, altrettanta remissione di pena per intervento della Chiesa.
5.1. Oltre alla suprema Autorità della Chiesa possono elargire indulgenze solamente quelli cui questa potestà viene riconosciuta dal diritto o concessa dal Romano Pontefice.
5.2. Nessuna Autorità inferiore al Romano Pontefice può comunicare ad altri la facoltà di concedere indulgenze, se ciò non sia stato ad essa concesso espressamente dalla Sede Apostolica.
6. Nella Curia Romana, tutto ciò che spetta alla concessione e all'uso delle indulgenze è affidato esclusivamente alla Penitenzieria Apostolica, salvo tuttavia il diritto della Congregazione per la Dottrina della Fede di esaminare quanto riguarda la dottrina dogmatica intorno ad esse.
7. I vescovi eparchiali o diocesani, e coloro che nel diritto sono ad essi equiparati, anche se non insigniti della dignità episcopale, dall'inizio del loro ufficio pastorale, possono:
7. 1. concedere indulgenza parziale, nel proprio territorio a tutti i fedeli, e anche fuori del territorio ai fedeli che appartengono alla loro giurisdizione;
7. 2. impartire nella propria eparchia o diocesi la Benedizione papale con annessa l'indulgenza plenaria, usando la prescritta formula, tre volte l'anno, in solennità o feste di loro scelta, anche se assistono soltanto alla Messa. Questa benedizione viene impartita al termine della Messa al posto della benedizione consueta, a norma del rispettivo Cerimoniale dei Vescovi.
8. i metropoliti possono concedere l'indulgenza parziale nelle eparchie e diocesi suffragare come nel proprio territorio.
9.1. 1 patriarchi nei singoli luoghi, anche esenti, del proprio patriarcato, nelle chiese del proprio rito fuori del patriarcato, e dovunque per i fedeli del proprio rito possono: concedere l'indulgenza parziale; impartire la Benedizione papale con annessa l'indulgenza plenaria, di norma tre volte l'anno, e inoltre quando intervenga qualche particolare circostanza o motivazione religiosa, che per il vantaggio spirituale dei fedeli esiga l'indulgenza plenaria.
9. 2. La stessa facoltà è concessa agli Arcivescovi Maggiori.
10.1 Cardinali di S.R.C. hanno la facoltà di concedere ovunque l'indulgenza parziale, che può essere acquistata soltanto dai presenti, volta per volta.
11. 1. Occorre espressa licenza della Sede Apostolica per poter stampare, in qualunque lingua, l'Enchiridion indulgentiarum.
11. 2. Tutti gli altri libri, fogli, e altri scritti, nei quali sono contenute concessioni di indulgenze, non devono essere pubblicati senza licenza del Gerarca o dell'Ordinario del luogo.
12. Secondo la mente del Sommo Pontefice, le concessioni di indulgenze impetrate per tutti i fedeli incominciano ad avere valore soltanto dopo che i loro documenti autentici sono stati rivisti dalla Penitenzieria Apostolica.
13. L’indulgenza annessa ad una celebrazione liturgica, legata ad un determinato giorno, s'intende trasferita al giorno in cui la stessa celebrazione, o la sua solennità esterna, sia legittimamente spostata.
14. Se si richiede la visita di una chiesa o di un oratorio per acquistare l'indulgenza stabilita per un giorno determinato, detta visita si può fare dal mezzogiorno della vigilia fino alla mézzanotte del giorno stabilito.
15. Il fedele può lucrare una indulgenza se devotamente usa uno dei seguenti oggetti di pietà convenientemente benedetto: crocifisso o croce, corona, scapolare, medaglia.
16. 1. L’indulgenza annessa alla visita di una chiesa o oratorio non si estingue se l'edificio viene demolito e ricostruito entro cinquanta anni, nello stesso luogo o quasi e con lo stesso titolo.
16. 2. L'indulgenza annessa all'uso di un oggetto di pietà cessa soltanto quando l'oggetto vada distrutto o sia venduto.
17. 1. È capace di lucrare indulgenze chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia almeno al termine delle opere prescritte.
17. 2. Per lucrare le indulgenze è necessario che si abbia l'intenzione almeno generale di acquistarle e si adempiano le opere ingiunte nel tempo e nel modo stabilito dalla concessione.
18. 1. L’indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno; l'indulgenza parziale invece può essere acquistata più volte al giorno.
18. 2. Il fedele potrà tuttavia conseguire l'indulgenza plenaria in articulo mortis anche se nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.
19. L'opera prescritta per lucrare l'indulgenza plenaria annessa ad una chiesa o ad un oratorio consiste nella devota visita di questi luoghi sacri, recitando in essi la preghiera del Signore e il simbolo della fede (cioè il Padre nostro e il Credo), salvo che nella concessione sia diversamente stabilito.
20. 1. Per ottenere l'indulgenza plenaria, oltre l'esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale, è necessario eseguire l'opera indulgenziata e adempiere le tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
20. 2. Con una sola confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie; invece, con una sola comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice si può acquistare una sola indulgenza plenaria.
20. 3. Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l'opera prescritta; tuttavia è conveniente che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l'opera.
20. 4. Se manca la piena disposizione o non viene eseguita totalmente l'opera richiesta e non sono poste le tre condizioni, l'indulgenza sarà solamente parziale, salvo quanto è prescritto nelle norme 24 e 25 per gli "impediti". 20. 5. Si adempie pienamente la condizione della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, recitando secondo le sue intenzioni un Padre nostro ed un'Ave, Maria; è lasciata tuttavia libertà ai singoli fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno.
21.1. Non si può acquistare una indulgenza con un'opera che si è obbligati a compiere per legge o precetto, a meno che nella concessione non si dica espressamente il contrario.
21. 2. Tuttavia chi compie un'opera che gli è stata ingiunta come penitenza sacramentale, può nello stesso tempo soddisfare alla penitenza e lucrare l'eventuale indulgenza annessa a quell’opera.
21. 3. Parimenti i membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica possono ottenere l'indulgenza mediante preghiere e opere pie, che sono tenuti a recitare o a compiere la forza delle loro regole o costituzioni o in forza di altra prescrizione.
22. L’indulgenza annessa ad una preghiera può essere acquistata in qualunque lingua questa venga recitata, purché la versione sia approvata dalla competente autorità ecclesiastica.
23. Per l'acquisto dell'indulgenza annessa ad una preghiera basta che questa sia recitata alternativamente con un altro o seguirla mentalmente mentre un altro la recita.
24. I confessori possono commutare sia l'opera prescritta sia le condizioni a quelli che siano legittimamente impediti dal compierle.
25. Inoltre, i Gerarchi o gli Ordinari dei luoghi possono concedere ai fedeli, sui quali esercitano la loro autorità a norma del diritto, se questi risiedono in luoghi dove in nessun modo o molto difficilmente possono accostarsi ai sacramenti della confessione o della comunione, di poter ottenere l'indulgenza plenaria senza l'attuale confessione e comunione, purché siano contriti e propongano di accostarsi ai predetti sacramenti appena sarà loro possibile.
26. I sordi e i muti possono lucrare le indulgenze annesse a pubbliche preghiere se, trovandosi insieme ad altri fedeli che pregano, innalzino piamente l'animo a Dio; se si tratta poi di preghiere private, basta che le recitino mentalmente o le manifestino con segni o le scorrano soltanto con gli occhi.

Concessioni di carattere generale

1. Si propongono anzitutto quattro concessioni di indulgenze, con le quali il fedele è invitato ad informare allo spirito cristiano le azioni di cui è intessuta la sua vita, ed a cercare la perfezione della carità nelle sue ordinarie occupazioni.
2. Le quattro concessioni sono realmente di carattere generale e ognuna di esse comprende più opere simili. Tuttavia non sono indulgenziate tutte queste opere, ma soltanto quelle che sono compiute in un determinato modo e con uno spirito particolare. Pertanto, con la prima concessione, che è così formulata: "Si concede l'indulgenza parziale al fedele che, nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le avversità della vita, innalza con umile fiducia l'animo a Dio, aggiungendo, anche solo mentalmente, una pia invocazione", sono arricchiti di indulgenza soltanto quegli atti, con i quali il fedele, mentre compie i suoi doveri e sopporta le avversità della vita, innalza la mente a Dio nel modo indicato. Atti del genere, attesa l'umana debolezza, non sono frequenti. Se qualcuno poi fosse tanto diligente e fervoroso da riempire la giornata ditali atti, allora egli giustamente meriterebbe, oltre a un copioso aumento di grazia, una maggiore remissione di pena e potrebbe anche, animato com'è dalla carità, aiutare più abbondantemente le anime del Purgatorio. Simili osservazioni possono essere fatte per le altre tre concessioni.
3. Le quattro concessioni concordano pienamente, come è ovvio, con il Vangelo e con la dottrina della Chiesa, nitidamente espressa dal Concilio Vaticano Il; perciò, per utilità dei fedeli, a commento della singole concessioni sono riportati alcuni passi scelti dalla Sacra Scrittura e dai documenti del predetto Concilio.

I.si concede l'indulgenza parziale al fedele che, nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le avversità della vita, innalza con umile fiducia l'animo a Dio, aggiungendo, anche solo mentalmente, una pia invocazione. Con questa prima concessione i fedeli sono guidati ad eseguire il comando del Signore: "Bisogna pregare sempre, senza stancarsi" (Lc 18,]) e nello stesso tempo sono istruiti a compiere i propri doveri in modo da conservare ed accrescere l'unione con Cristo. L'intenzione della Chiesa nel concedere l'indulgenza viene ottimamente illustrata dai seguenti passi della Sacra Scrittura: Mt 7,7-8: Chiedete e vi sarò dato,' cercate e troverete; bussate e vi sarò aperto,' perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarò aperto. Mt 26,41: Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lc 21,34.36: State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in… affanni della vita… Vegliate e pregate in ogni momento. At 2,42: Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Rm 12,12: siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. 1 Cor 10,31: Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Ef 6,18: Pregate incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi. Col 3,17: E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, redento per mezzo di lui grazie a Dio Padre. Col 4,22: Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie. 1 Ts 5,17-18: Pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie. DAL CONCILIO VATICANO II, Lumen gentium, n. 41: Tutti i fedeli, nelle loro condizioni di vita, incombenze o circostanze, e per mezzo di tutte queste cose, saranno sempre più santificati se tutto accettano con fede dalla mano del Padre celeste, e cooperano con la volontà divina, manifestando a tutti, nel servizio temporale, la carità con la quale Dio ha amato il mondo. DAL CONCILIO VATICANO II, Apostolicam actuositatem, n. 4: Questa vita d'intimità con Cristo si alimenta nella Chiesa con i sussidi spirituali che... devono essere usati dai laici in modo che, mentre compiono con rettitudine i doveri del mondo nelle condizioni ordinarie di vita, non separino dalla propria esistenza l'unione con Cristo, ma crescano in essa compiendo la propria attività secondo il volere divino... Né le preoccupazioni familiari né gli altri impegni secolari devono essere estranei all'impostazione della vita spirituale secondo il detto dell'Apostolo: "Tutto quello che fate in parole e in opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di Lui grazie a Dio Padre" (Col 3,17). DAL CONCILIO VATICANO II, Gaudium et spes, n. 43: La frattura tra la fede che professano e la vita quotidiana di molti va computata tra i più gravi errori del nostro tempo... Non si devono dunque contrapporre insensatamente le attività professionali e sociali da una parte e la vita religiosa dall'altra... Piuttosto seguendo l'esempio di Cristo, che lavorò come carpentiere, i cristiani siano lieti di poter esplicare tutte le loro attività terrene, unificando in un' unica sintesi vitale gli sforzi umani, domestici, professionali, scientifici e tecnici in una sola sintesi vitale insieme con i beni religiosi, sotto la cui altissima direzione tutto viene coordinato a gloria di Dio.

II. si concede l'indulgenza parziale al fedele che, con spirito di fede e con animo misericordioso, pone se stesso o i suoi beni a servizio dei fratelli che si trovino in necessità. Con questa concessione il fedele è indotto, sull'esempio e per comando di Cristo, (Cf Gc 13,15 eAt 10,38) a compiere il più frequentemente possibile opere di carità e di misericordia. Però non tutte le opere di carità sono indulgenziate, ma soltanto quelle che sono fatte "a servizio dei fratelli che si trovino in necessità", ad esempio di cibo e di vesti per il corpo o di istruzione e di conforto per l'anima. Mt 25,35-36.40:... Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi... In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più picco-li, l'avete fatto a me. Gv 13,34-35: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. Rm 12,8.10-11.13: Chi da, lo faccia con semplicità;... chi fa opere di misericordia, le compia con gioia amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore... solleciti per le necessitò dei fratelli, premurosi nell'ospitalità. 1 Cor 13,3: E se anche distribuissi tutte le mie sostanze... ma non avessi la cantò, niente mi giova. Gal 6,10: Poiché dunque ne abbiano l'occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede. Ef 5,2:... Camminate nella cantò, nel modo che anche Cristo vi ha amato. 1 Ts 4,9: Avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri. Eb 13,1: Perseverate nell'amore fraterno. Ge 1,27: Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo. (Cf Gc Z15-16) 1 Pt 1,22: Dopo aver santificato le vostre anime con l'obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri. 1 Pt 3,8-9:... Siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in ereditò la benedizione. 2 Pt 1,5-7:... Mettete ogni impegno per aggiungere... alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la cantò. 1 Gv 3,17-18: Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessitò gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l'amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. AA 8: Ovunque vi sia chi manca di cibo e di bevanda, di vestito, di casa, di medicine, di lavoro, di istruzione, dei mezzi necessari per condurre una vita veramente umana, chi è afflitto da tribolazioni o da malfèrma salute, chi soffre l'esilio o il carcere, là la carità cristiana deve cercarli e trovarli, consolarli con premurosa cura e dare sollievo offrendo aiuto... Perché questo esercizio della cantò sia al di sopra di ogni sospetto e come tale si manifèsti, si consideri nel prossimo l'immagine di Dio, secondo la quale è stato creato, e Cristo Signore, a cui è veramente dato quanto si dona al bisognoso. AA 31 c.: Poiché le opere di cantò e di misericordia offrono una splendida testimonianza di vita cristiana, la formazione apostolica deve condurre anche al loro esercizio, in modo che fin dalla fanciullezza i fedeli imparino a condividere le sofferenze dei fratelli e a soccorrerli generosamente quando ne hanno bisogno. Gv 13,35: I cristiani, memori delle parole del Signore: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. GS 93.. Niente possono desiderare più ardentemente che servire sempre più generosamente e fattivamente gli uomini del mondo contemporanea.. il Padre vuole che noi riconosciamo ed efficacemente amiamo in tutti gli uomini Cristo fratello, tanto con la parola che con l'azione.

III. Si concede l'indulgenza parziale al fedele che, in spirito di penitenza, si priva spontaneamente e con suo sacrificio di qualche cosa lecita. Cf Paen. III c.: Questa concessione ha un valore speciale per il nostro tempo nel quale, a parte la legge dell'astinenza dalle carni e del digiuno, del resto alquanto mite, è sommamente opportuno che i fedeli siano invitati a fare esercizi di penitenza. Cf Mt 8,20 16-24: Così il fedele è spinto a frenare le passioni, a ridurre in servitù il suo corpo e ad uniformarsi a Cristo povero e paziente. Sermo 13: L'astinenza sarò poi tanto migliore se congiunta alla cantò, secondo le parole di San Leone Magno: "Diamo alla virtù quello che togliamo al piacere. Diventi nutrimento dei poveri l'astinenza di chi digiuna". Lc 9,23: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Lc 13,5... Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. Rm 8,13:... Se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete. Rm 8,17: Se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. 1 Cor 9,25-27:... Ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù... 2 Cor 4,1 O: ... Portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo... 2 Tm 2,11-12: Certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo. Tt 2,12: (Dio) ci insegna a rinnegare... i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo... 1 Pt 4,13:... Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. OT 9.. Con particolare sollecitudine vengono educati all'obbedienza sacerdotale, alla povertà della vita e allo spirito di abnegazione, in modo da abituarsi a rinunziare prontamente anche alle cose che sono lecite, ma non necessarie, ed a conformarsi a Cristo crocifisso. LG 10: I fedeli, in virtù del loro sacerdozio regale, concorrono all'oblazione dell 'Eucaristia, e lo esercitano nel ricevere i sacramenti, nella preghiera e nel ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, 1'abnegazione e l'operosa cantò. Ivi, n. 41: Nei diversi generi e professioni della vita un 'unica santità è esercitata da tutti coloro che sono mossi dallo Spirito di Dio e, obbedienti alla voce del Padre e adorando Dio Padre in spirito e verità, seguono Cristo povero, umile e carico della croce per meritare di essere partecipi della sua gloria. Paen. III c.: La Chiesa invita tutti i cristiani a rispondere al precetto divino della penitenza con qualche atto volontario, al di fuori delle rinunce imposte dal peso della vita quotidiana... La Chiesa, nonostante abbia sempre tutelato in modo particolare l'astinenza dalle carni e il digiuno, vuole tuttavia indicare nella triade tradizionale "preghiera, digiuno, opere di cantò" i modi principali per ottemperare al precetto divino della penitenza. Tali modi furono comuni a tutti i secoli; tuttavia nel nostro tempo esistono particolari motivi, per cui, secondo le esigenze dei diversi luoghi, sia necessario inculcare, a preferenza di altre, qualche speciale forma di penitenza. Perciò, là dove é maggiore il benessere economico, si dovrò piuttosto dare una testimonianza di ascesi, affinché i figli della Chiesa non siano coinvolti dallo spirito del "mondo"' e si dovrò dare allo stesso tempo una testimonianza di cantò verso i fratelli che soffrono nella povertà e nella fame, oltre ogni barriera di nazioni e di continenti.

IV. Si concede l'indulgenza parziale al fedele che, in particolare circostanza della vita quotidiana, rende spontaneamente aperta testimonianza di fede davanti agli altri. Questa concessione incita il fedele a manifestare apertamente la propria fede davanti agli altri, per la gloria di Dio e l’edificazione della Chiesa. Sermo 58: Sant'Agostino ha scritto: "Il tuo Simbolo sia per te come uno specchio. Guardati in esso, per vedere se tu credi tutto quello che dichiari di credere, e rallegrati ogni giorno per la tua fede". Cf CCC 1064: La vita cristiana di ogni giorno sarò allora come l 'Amen" che conclude il "Credo" della professione del nostro Battesimo. Mt 10,32: Chi dunque mi riconoscerò davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. Lc 11,28: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano! At 1,8: Mi sarete testimoni. At 2,46: Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicitò di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo. At 4,32-33: La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un 'anima sola... Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande stima. Rm 1,8: La fama della vostra fede si espande in tutto il mondo. Rm 10,9-10: Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù Cristo è il Signore, e crederai con il tuo cuore... sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca s ifa la professione di fede per avere la salvezza. i Tm 6,12: Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni. 2 Tm 1,8: Non vergognarti... della testimonianza da rendere al Signore nostro. 1 Pt 4,15-16: Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffrire come cristiano, non ne arrossisca; glorifichi anzi Dio per questo nome. 1 Gv 4,15: Chiunque riconosce che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. LG 42: Ma perché la cantò cresca e fruttifichi come buon seme nell'anima, ogni fedele deve ascoltare volentieri la parola di Dio e con il soccorso della sua grazia compiere con le opere la sua volontà, partecipare frequentemente ai sacramenti, soprattutto all'Eucaristia, e ai riti sacri; applicarsi costantemente alla preghiera, all 'abnegazione di se stesso, al servizio attivo dei fratelli e alla pratica di tutte le virtù. AA 18: I singoli fedeli sono chiamati ad esercitare l'apostolato nelle diverse condizioni della loro vita; ricordino però che l'uomo per sua natura è sociale... Perciò i fedeli esercitino il loro apostolato in spirito di unità. Siano apostoli tanto nelle proprie comunità familiari quanto nelle parrocchie e nelle diocesi, che già di per sé esprimono l'indole comunitaria dell'apostolato, e nelle libere istituzioni nelle quali avranno deciso di riunirsi. VH 3: Però la natura sociale dell 'uomo esige che 1 'uomo esprima esternamene gli atti di religione, comunichi con altri in materia religiosa, professi la propria religione informa comunitaria. AG 15: Non basta che il popolo cristiano sia presente ed organizzato nell'ambito di una nazione, né basta che eserciti l'apostolato del 'esempio: esso è costituito, esso è presente per annunziare Cristo con la parola e con l'opera ai connazionali non cristiani e per aiutarli ad accogliere pienamente il Cristo.

MODI PER OTTENERE L’INDULGENZA (Dal Manuale delle Indulgenze, Libreria Editrice Vaticana, 1999)

Visita a luoghi Sacri.

Si concede l'indulgenza plenaria al fedele che piamente visita, e vi recita un Padre nostro e un Credo, 1. una delle quattro Basiliche Patriarcali di Roma, sia recandovisi in pellegrinaggio con altri, sia almeno esprimendo durante la visita il proposito di filiale sottomissione al Romano Pontefice; 2. una basilica minore a. nella solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo; b. nella solennità del Titolare, c. il giorno 2 agosto, in cui ricorre l'indulgenza della "Porziuncola"; d. una volta all'anno, in un giorno scelto dal fedele; 3. la chiesa cattedrale, a. nella solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo; b. nella solennità del Titolare; c. nella celebrazione liturgica della Cattedra di san Pietro Apostolo; d. nella dedicazione dell'Arcibasilica del Santissimo Salvatore; e. il giorno 2 agosto, in cui ricorre l'indulgenza della "Porziuncola'; 4. un santuario dalla competente Autorità costituito sia internazionale, sia nazionale, sia diocesano, a. nella solennità del Titolare; b. una volta all'anno, in un giorno scelto dal fedele; c. ogni volta che prende parte ad un pellegrinaggio collettivo che vi si fa; 5. la chiesa parrocchiale: a. nella solennità del Titolare; b. il giorno 2 agosto, in cui ricorre l'indulgenza della "Porziuncola"; 6. una chiesa o un altare nel giorno della loro dedicazione; 7. una chiesa o un oratorio degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, nel giorno dedicato al loro Fondatore. Parimenti si concede l'indulgenza plenaria al fedele che nel giorno fissato partecipa alle sacre funzioni in una Chiesa Stazionale; se la visita devotamente, ogni volta l'indulgenza è parziale. Si concede l'indulgenza parziale al fedele che devotamente visita una catacomba cristiana.

PER I DEFUNTI.

Si concede l'indulgenza plenaria, applicabile soltanto alle anime del Purgatorio, al fedele che:
1. nei singoli giorni, dal 1 all'8 novembre, devotamente visita il cimitero e prega, anche soltanto mentalmente, per i defunti;
2. nel giorno in cui si celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti (o, col consenso dell'Ordinario, la Domenica antecedente o susseguente, oppure nella solennità di Tutti i Santi) visita piamente una chiesa o un oratorio e vi recita un Padre nostro e un Credo. Si concede l'indulgenza parziale, applicabile soltanto alle anime del Purgatorio, al fedele che:
1. devotamente visita il cimitero e prega, anche soltanto mentalmente, per i defunti;
2. devotamente recita le Lodi o i Vespri dell'Ufficio dei defunti o l'invocazione L’eterno riposo.

IN PUNTO DI MORTE.

Il sacerdote che amministra i sacramenti al fedele in pericolo di morte non trascuri di impartirgli anche la benedizione apostolica, cui è annessa l'indulgenza plenaria. Se l'assistenza del sacerdote è impossibile, la santa Madre Chiesa concede ugualmente al fedele l'indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera. Per l'acquisto ditale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della croce. La condizione "purché abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera" supplisce in questo caso le tre solite condizioni richieste per l'acquisto dell'indulgenza plenaria. Tale indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata anche dal fedele che nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.

VISITA DI UNA CHIESA PARROCCHIALE

Si concede l'indulgenza plenaria al fedele che piamente visita la chiesa parrocchiale: nella festa del Titolare; il giorno 2 agosto, in cui ricorre l'indulgenza della "Porziuncola". Ambedue le indulgenze possono essere acquistate o nel giorno sopra indicato, oppure in altro giorno da stabilirsi dall'Ordinario secondo l'utilità dei fedeli. La chiesa cattedrale e, eventualmente, la chiesa con cattedrale, anche se non sono parrocchiali ed inoltre le chiese quasi parrocchiali godono delle medesime indulgenze. Il fedele deve recitare: Padre nostro Credo.

VISITA DEL CIMITERO

La visita al cimitero è un atto che non solo permette di ottenere I 'indulgenza per i defunti, ma è occasione di sostegno e di crescita spirituale per chi si reca in un cimitero. Al fedele che devotamente visita il cimitero e prega, anche soltanto mentalmente, per i defunti, si concede l'indulgenza, applicabile soltanto alle anime del Purgatorio. Questa è plenaria dal 1° all'8 novembre, parziale negli altri giorni. Dal mezzogiorno del 1 novembre a tutto il 2 novembre si può lucrare, una volta sola, l'indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti, visitando in loro suffragio una chiesa. Durante la visita si devono recitare un: Padre nostro Credo. si devono inoltre adempiere a suo tempo le solite tre condizioni: 1. Confessione sacramentale. 2. Comunione eucaristica 3. Preghiera secondo le intenzioni del Sommo a Pontefice (un Padre nostro, un 'Ave Maria e un Gloria al Padre, o altre preghiere a scelta).
a. Le tre condizioni possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.
b. Con il consenso dell'Ordinario, il giorno della visita, con la recita del Padre nostro e del Credo, può essere trasferito dal 2 novembre alla domenica precedente o successiva o alla solennità di Ognissanti, (incominciando in ogni caso dal mezzogiorno della vigilia) per facilitare ai fedeli l'acquisto dell'indulgenza.
c. Nei giorni 1-8 novembre i fedeli che visitano il cimitero e pregano, anche solo mentalmente per i defunti, possono ottenere, una volta al giorno, l'indulgenza plenaria (applicabile soltanto ai defunti) seguendo le condizioni suddette.
d. Negli altri giorni, è annessa alla visita devota del cimitero un'indulgenza parziale, sempre per i definiti, proporzionata alla pietà del visitatore. (Sacra Penitenzieria Apostolica).

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