Il Purgatorio

Capitolo 2-16: Sollievo delle anime: misericordia cristiana

Sollievo delle anime: misericordia cristiana - San Francesco di Sales e la vedova di Padova.




La cristiana limosina, quella misericordia che Gesù Cristo tanto raccomanda nel Vangelo, non comprende soltanto i soccorsi corporali dati agli indigenti, ma ancora tutto il bene che si fa al prossimo, lavorando per la sua salute, sopportandone i difetti, perdonandone le offese. Tutte queste opere di carità possono essere offerte a Dio per i defunti e contengono un grande valore soddisfattorio.

Riferisce S. Francesco di Sales che a Padova, ove fece parte dei suoi studi, regnava una detestabile costumanza: i giovani si divertivano a percorrere durante la notte le strade della città, armati d'archibugi, e gridando a quelli che incontravano: Chi va là? Bisognava loro rispondere, altrimenti sparavano, e molte persone furono in tal modo ferite od uccise.

Ora successe una sera, che uno scolaro, non a vendo risposto alla domanda, fu colpito da una palla alla testa e cadde morto. L'autore di quel colpo, preso da spavento, la diè a gambe e si rifugiò in casa d'una buona vedova che conosceva, ed il cui figlio era suo compagno di studio. Piangendo, confessò d'aver ucciso uno sconosciuto, e la supplicò di dargli un asilo nella sua casa. Mossa da compassione, la donna rinchiuse il fuggitivo in un gabinetto, ove gli ufficiali della giustizia non potessero raggiungerlo.

Non era passata una mezz'ora, che alla porta si udì un tumultuoso fracasso: si portava un cadavere, e questo fu messo sotto gli occhi della vedova. Ohimè! era il suo figlio stato ucciso, e l'uccisore era nascosto nella sua casa. Fuori di sé, la povera vedova mandava lamentevoli grida, ed essendo entrata nel nascondiglio dell'assassino, «Infelice! esclamò, che vi fece mio figlio, per averlo sì crudelmente ucciso?» Il colpevole, riconoscendo d'aver ucciso il suo amico, si mise anch'egli a gridare, a strapparsi i capelli, a contorcersi le braccia per la disperazione. Poscia, gettandosi in ginocchio, chiese perdono alla sua protettrice, e la supplicò di darlo nelle mani del giudice per espiare un sì orribile delitto.

Quella madre desolata non dimenticò in quel momento d'essere cristiana: l'esempio di Gesù Cristo, che perdona ai suoi carnefici, le ispirò un atto eroico. Rispose che ove chiedesse perdono a Dio e mutasse vita, lo lascerebbe andare e s'opporrebbe ad ogni inseguimento contro di lui.

Fu a Dio tanto gradito quel perdono da volerne dare alla generosa madre una luminosa testimonianza: permise che le apparisse l'anima di suo figlio tutta gloriosa, dicendole che andava a godere dell'eterna beatitudine. « Madre mia, disse quell'anima beata, in vista del perdono che voi concedeste, fui liberata dal Purgatorio, dove, senza il soccorso che in tal modo m'avete procurato, per lungo tempo sarei stata ritenuta».

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it

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