Il Purgatorio

Il Purgatorio nella rivelazione dei santi - Capitolo XI: CHIESA TRIONFANTE E CHIESA PURGANTE




Assistenza degli Angeli

Bello e ammirando spettacolo è quello della comunione dei Santi, in forza della quale la Chiesa cattolica non rimane limitata sulla terra, ma ha confini sterminati ed immensi, e invece dei tanti milioni di anime sparse sulla superficie del globo conta milioni e miliardi di generazioni, poichè tutti coloro che dal principio del mondo fino ad oggi sono morti in essa comunione e nell'esercizio della carità, sono abitatori di questa immensa regione, o siano in cielo gloriosi, o penanti in Purgatorio, o viatori su questa terra. Tutte queste anime formano una sola e grande famiglia, nella quale tutto è posto in fraterna comunanza, le gioie e le pene, i trionfi de' Santi, le sofferenze. del Purgatorio, le prove dei mortali; e mentre noi in mezzo alle amarezze della vita ci rallegriamo: della gloria dei beati e compatiamo le anime purganti, da parte loro i Santi che ci han preceduto nel soggiorno della felicità si commuovono al pensiero dei pericoli fra i quali viviamo, e quando dall'alto dei cieli abbassano i loro sguardi sulle desolate regioni del Purgatorio mirano laggiù con dolore altri fratelli la cui eterna beatitudine, sebbene assicurata, è però preceduta da indicibili patimenti. Le anime poi del Purgatorio partecipano esse pure a queste gioie della comunione fraterna, e come si sentono penetrate dalla più viva riconoscenza per i loro benefattori di questa terra, così quando in mezzo alle fiamme che le tormentano sollevano gli occhi verso quelle sedi beate che le attendono, vedendo altri che più fortunati e più fedeli di loro sono già in possesso della gloria si rianimano di speranza, perchè sanno d'avere lassù presso Dio intercessori ed amici. Questi rapporti così intimi e dolci che la comunione dei Santi stabilisce fra le anime del Purgatorio e gli abitatori del cielo e della terra, formeranno argomento delle nostre considerazioni.

Innanzi tutto parliamo degli angeli, i quali sebbene non siano come i Santi in comunione propriamente detta colle anime del Purgatorio, hanno tuttavia con loro frequentissime relazioni. Infatti, dice il P. Faber, le anime purganti sono destinate a riempire nei cori angelici il vuoto spaventevole prodotto dalla caduta di Lucifero e de' suoi compagni. Oltre di che un gran numero di angeli hanno nel Purgatorio interessi speciali, poichè migliaia e milioni di quelle anime essendo state affidate da Dio alla loro tutela, considerano la loro missione non ancora compiuta, finchè non le abbiano condotte alla celeste Gerusalemme. Intieri cori di angeli hanno poi interesse per altre anime, sia perchè queste debbono finalmente riunirsi a loro, sia perchè ebbero per essi una divozione particolare (Tutto per Gesù, capo 9).

La liturgia della festa dell'Arcangelo S. Michele ci dice che Egli è stato destinato da Dio a ricevere le anime quand'escono di vita per condurle al cielo. Archangele Micheel, constitui te principem super omnes animas suscipiendas (3° At. De Laud.). Cui tradidit Deus animas Sanctorum, ut perducat eas in paradisumm exultationis (5° Respons. rnatut,). Perciò S. Michele è come il principe di quel regno del dolore, e siccome ha grande compassione di quelle anime, intercede di continuo per loro: Cujus aratio perducit ad legna coelorum (4° Respons. matutin.).

Quanto poi all'interesse che i santi angeli custodi prendono per quelle anime che furori da loro protette in vita, santa Francesca Romana che ha ricevuto a tal proposito molti lumi utilissimi, dice così: «Quando un uomo muore, il suo angelo custode a seconda del merito conduce l'anima nella regione inferiore del Purgatorio, e si pone alla destra di lei, mentre il demonio le si colloca alla sinistra. L'angelo presenta a Dio le preghiere che vengono innalzate a lui per quell'anuria e ne intercede l'abbreviazione della pena, mentre il demonio per ordine di Lucifero è tormentato in modo tutto speciale in punizione di non aver saputo condurre quell'anima all'Inferno. Uno poi dei più grandi patimenti di questa è di aver sempre sott'occhio l'orribile vista dello spirito malvagio e di sentirsi da lui rinfacciare le colpe commesse e la debolezza avuta nel porgere ascolto alle sue tentazioni. Terminato il tempo della espiazione nel Purgatorio inferiore, l'anima risale alla regione media, e allora il demonio la lascia per ritornare fra i suoi pari, i quali lo rimproverano aspramente della sua negligenza e imperizia » (Vita sanctae Franciscae apud Boll. Mart.). Da ciò si vede che cosa questa Santa pensasse sopra la questione tanto agitata dai teologi, se cioè i demoni abbiano potere di tormentare le anime del Purgatorio e di esercitare sopra di loro violenze dirette essa opina che quelle anime nulla abbiano a soffrire dai malvagi spiriti, tranne le rampogne e le ingiurie di cui abbiamo parlato, non essendo a questi permesso di tormentarle materialmente in Purgatorio, mentre invece gli angeli custodi scendono in quel baratro per visitare e consolare le loro protette, e incapaci come sono di meritare da per se stessi, e non potendo quindi come noi soddisfare i debiti di quelle meschine, le visitano, le consolano e fanno loro da intermediari fra il cielo e la terra. Nella lunga visita che santa Maria Maddalena de' Pazzi fece in Purgatorio, allorchè arrivò alla prigione di coloro che peccarono per ignoranza o per debolezza, vide star loro vicini gli angeli custodi a consolarli. Altrettanto accadde a santa Maria M. Alacoque, la quale in una delle malattie straordinarie che la tormentarono ebbe un giorno la visita del suo angelo custode, il quale invitatala a recarsi con lui in Purgatorio, la condusse in un luogo vastissimo, tutto pieno di fiamme e di carboni ardenti, nel quale le fece vedere una gran quantità di anime sotto forma umana sollevanti in alto le braccia per implorare misericordia, mentre avevano accanto i loro angeli custodi che le consolavano con parole affettuosissime.

Queste rivelazioni sono in pieno accordo con gl'insegnamenti della teologia e con quelli della maggior parte dei dottori, i quali affermano che tali angeli custodi introducono le anime nel Purgatorio e le mettono in comunicazione con noi ispirandoci di pregare per esse e facendo poi loro conoscere chi caritatevolmente le suffragò; e quando è finito il tempo dell'espiazione, le conducono al cielo e vengono talvolta ad annunziare a noi la loro liberazione. Le stesse cose attestano molte rivelazioni e vite dei Santi, di modo che non è a dubitare che questi angeli benedetti stano gl'intermediari naturali fra il Purgatorio e la terra. - Ma oltre a ciò vi sono gli angeli che fanno da intermediari fra il cielo e il Purgatorio. Vedemmo già com'ersi offrono a Dio i suffragi che da noi si fanno pei defunti, e come apportano a questi i sollievi che Iddio misericordiosamente loro concede. Ogni volta poi che nostro Signore o la Vergine santissima si degnano di scendere in quel luogo di pena, sono accompagnati dagli angeli, i quali col loro splendore e colla loro presenza recano non poco sollievo a quelle anime. E non è a meravigliarsi di ciò, se si pensi che queste sono destinate a far parte un giorno dei cori angelici e cantare insieme con essi le lodi del Signore. D'altro lato se mentre quelle anime erano viatrici sulla terra gli angeli non isdegnarono di accompagnarle e difenderle di continuo, perchè non dovrà essere altrettanto in quel luogo di pena?

Per mostrarci fino a qual punto arriva l'interesse che gli angeli prendono per il Purgatorio, il Rossignoli riferisce che nel monastero domenicano di santa Caterina in Napoli, essendovi il pio costume di recitare ogni sera innanzi di coricarsi il Vespro de' morti, affinchè prima di dar riposo al corpo si recasse qualche sollievo a quelle povere anime, ed essendo accaduto una volta che in seguito ad un lungo lavora sostenuto nella giornata le suore stanche omettessero questa pia pratica, uno stuolo di angeli discesi dal cielo si pose a recitare nel coro del monastero il solito Ufficio, onde quelle anime non fossero defraudate di quel suffragio.

I Santi e le anime del Purgatorio

Non è da escludere, anzi molte rivelazioni dimostrano che ai Santi del Paradiso sia concesso di intercedere per le anime purganti, specialmente se in vita furono devote di loro. Ciò naturalmente in virtù della Comunione dei Santi, per cui è forte il vincolo che lega i Santi del Cielo alla Chiesa purgante.

I fondatori d'Ordini, conservando sempre per quelli che furono loro figli l'affetto di padri tenerissimi, non mancano delle più amorose cure per ottenerne la liberazione quando li veggono condannati fra quelle fiamme. S. Filippo Neri fu visto dopo morte circondato da uno stuolo di religiosi della sua congregazione che erano stati tutti salvati da lui. S. Francesco d'Assisi promise ai suoi frati di scendere in Purgatorio, dopo la loro morte, per liberarli, purchè fossero stati fedeli osservanti della regola, e in ispecie della santa povertà. Nostro Signore stesso lo aveva privilegiato di questo dono, e un gran numero di fatti che si leggono nelle Cronache dei Minori ci confermano questa notizia. Un altro prìvilegio che vediamo riservato a non pochi Santi è quello di poter liberare molte anime nel giorno del loro ingresso in Paradiso, il che ci è attestato in modo speciale dal fatto di frate Egidio, uno dei primi dodici discepoli di S. Francesco, il quale nel giorno in cui morì ebbe dal Signore, in compenso delle sue virtù, la grazia di liberare la maggior parte delle anime che si trovavano in quel momento in Purgatorio, e portarle con sè in cielo (Vita B. AEgidii apud Boll.). Lo stesso si legge di S. Giovanni di Nivelle, canonico della cattedrale di Liegi nel Belgio; anzi riferisco qui i particolari del fatto perchè mi sembrano importantissimi (Catimpé, Apum, lib. II, c. 3t, n. 5). Un sacro oratore pieno di zelo e carità, mentre un portiamo qui i particolari del fatto perchè ci sembrano da una donna nota pei suoi cattivi costumi, la quale sciogliendosi in lacrime, ad alta voce gridava: - Padre, confessatemi, confessatemi. - Fra lo stupore generale del popolo il predicatore la esortò a calmarsi e ad attendere la fine della predica; tacque ella infatti, ma dopo pochi istanti ecco tornar di nuovo ad esclamare: - Abbiate pietà di me disgraziata peccatrice e concedetemi l'assoluzione de' miei enormi peccati.

Impostole nuovamente silenzio, ella sedette, ma poco dopo: esclamò: - Non tardate, Padre mio, ve ne supplico; il dolore de' miei peccati mi dilania ed io me ne muoio. - Ed in così dire cadde stesa sul pavimento e spirò. Il predicatore desolato e pentito per non aver dato ascolto immantinente a quell'infelice, esortò i suoi uditori stupefatti ad unirsi a lui in preghiera per scongiurare la divina misericordia ad aver pietà di quell'anima ed a fargli conoscere in quale stato si trovasse all'altro mondo. Ed avendo egli a tal fine digiunato per tre giorni continui, in capo alla terza notte la defunta gli apparve col volto luminoso e sorridente, dicendogli: - Io sono la peccatrice morta in chiesa, per la quale tu hai pregato e fatto pregare, e me ne vado ora libera dalle pene che mi era meritate per le mie innumerevoli colpe, perché essendo oggi passato di vita il servo di Dio Giovanni Nivelle, canonico di Liegi, il Signore gli ha concesso la grazia di poter liberare dopo morte molte anime del Purgatorio, fra le quali io pure sono stata compresa. - Il predicatore affrettatosi a scrivere a Liegi per assicurasi della verità del fatto, seppe dai canonici di quella cattedrale che precisamente in quel giorno, in cui aveva detto la defunta, era spirato il servo di Dio Giovanni di Nivelle.

La protezione della Vergine SS.

Circa la protezione che la santissima Vergine esercita su quelle anime, basti dire che ella stessa dichiarò un giorno a S. Brigida di essere la regina e la madre di tutti coloro che si trovano nel luogo di espiazione, e che le sue preghiere ne mitigano assai le pene; Molti esempi ci attestano l'efficacia di tal protezione, ma avendone già in vari luoghi citati parecchi, ci limiteremo qui a riferirne due soli.

Leggiamo nelle rivelazioni de' Santi che il sabato, giorno dedicato alla Vergine, è giorno di festa speciale nel Purgatorio, perchè in esso la Madre di misericordia scende in quel carcere penoso a visitare e consolare i suoi servi devoti. In virtù del privilegio della Bolla Sabatina tutti quelli che in vita han portato lo scapolare della Vergine e adempiuto certe condizioni di cui parleremo in altro luogo, sono liberati dalle fiamme espiatrici il primo sabato dopo la loro morte. Ebbene, la venerabile suor Paola di S. Teresa, religiosa domenicana, racconta che essendo stata in giorno di sabato rapita in estasi e trasportata in Purgatorio, fu sorpresa nel vedere questo carcere trasformato in un paradiso di delizie, con una luce sfolgorante nel centro in luogo delle folte tenebre che abitualmente lo riempiono, e mentre meravigliavasi di tanto spettacolo, vide la Vergine circondata da uno stuolo numeroso di angeli, a ciascuno dei quali ordinava di liberare quelle anime che in vita erano state particolarmente devote di lei, e di condurle in cielo. Ora se tanto accade nei semplici sabati consacrati alla Vergine, che cosa mai avverrà nelle sue feste principali? Queste sono le vere feste del Purgatorio; prirna e più splendida fra le quali, secondo i pii scrittori, è quella dell'Assunzione di Maria SS.ma al cielo. S. Pier Damiani attesta che ogni anno in questo giorno la Vergine libera migliaia d'anime, e lo prova col racconto autentico della seguente visione. - Essendo pio uso del popolo romano a' suoi tempi di visitare le chiese con ceri in mano nella notte della vigilia dell'Assunta, accadde un anno che una nobil dama, mentre stava inginocchiata nella basilica di santa Maria in Araceeli sul Campidoglio, con gran sorpresa vide comparirsi innanzi una donna da lei molto conosciuta e morta in quello stesso anno. Volle attenderla alla porta della chiesa per esser chiarita dello strano fatto, ed allorchè la vide uscire, presala per mano e trattala in disparte, le domandò: - Non siete voi forse la mia madrina Marozia che mi tenne al fonte battesimale? - Sì, rispose la defunta, son proprio lei. - E com'è che vi trovate ora fra i vivi, se moriste già da diversi mesi? e che mai vi accadde nell'altra vita? - Fino ad oggi, rispose l'anima, son rimasta immersa in un fuoco cocentissimo in pena di tanti peccati di vanità da me commessi in gioventù, ma in occasione di questa gran solennità, la Regina del cielo essendo discesa in mezzo alle fiamme del Purgatorio, mi ha liberata insieme a molte anime, onde entrassimo in cielo nel gioino stesso della sua Assunzione. Ogni anno la divina Signora rinnova questo miracolo di misericordia, e il numero delle anime che ella libera in tal modo è circa quanto quello della popolazione di Roma (in quell'epoca Roma contava quasi duecento mila abitanti). In riconoscenza di questa grazia noi ci rechiamo in questa notte nei santuari a lei consacrati. Che se i vostri occhi vedono me sola, sappiate invece che noi siamo in gran moltitudine. - E vedendo che la dama restava attonita e dubbiosa, soggiunse: - In prova della verità di quanto ho detto vi annunzio che voi stessa morrete di qui ad un anno in questa stessa festa, scorso il qual termine, se non sarete passata di questa vita, ritenete quanto vi ho detto come una illusione. - S. Pier Damiani riferisce che la pia dama, dopo un anno passato nell'esercizio di molte virtù per prepararsi degnamente alla morte, caduta malata nell'antivigilia dell'Assunta, passò di questa vita nel giorno stesso della festa, come le era stato predetto. - Molti altri scrittori, come Gersone, Teofilo, Reynaud, Rossignoli, Liguori Faber confermano questa pia credenza, la quale è basata sopra un gran numero di rivelazioni particolari, ed è appunto per questo che in Roma la chiesa di S. Maria in Montorio, dove risiede l'arciconfraternita del Suffragio è dedicata alla Assunzione di Maria Vergine.

E così la Chiesa celeste, capitanata dalla sua guarda amorevolmente la purgante, la soccorre, la consola e l'aiuta ad entrare più presto in possesso della gloria eterna. Dolce e consolante fraternità delle anime, prerogativa divina della Chiesa cattolica, la quale facendo considerar tutti come membri di una stessa famiglia, o sia che si trovino viatori su questa terra, o sofferenti nel Purgatorio, o coronati nel cielo, li rende figli di uno stesso Padre, bramosi di trovarsi un giorno assisi alla mensa celeste di lui.

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it

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