Il Purgatorio

La casa di tutti - tombe gloriose

di Don Giuseppe Tomaselli




Il Campo dei Caduti

Il tratto di terreno riservato ai Caduti in guerra, è piano e di forma rettangolare. Tutte le tombe sono uguali, tranne cinque, riservate a Medaglie d'Argento ed una a Medaglia d'Oro. Nel centro si erge un maestoso monumento, che rappresenta tre Angeli in atto di raccogliere l'ultimo respiro dei militari sul campo di battaglia. Sette obiei di «305» sono posti attorno al monumento, sul quale si legge questa iscrizione: « Le ossa alla terra - il cuore all'Italia - L'anima a Dio ».

I Caduti di quattro guerre sono qui raccolti; ma sono soltanto una buona parte.

La voce del sangue intanto mi chiama ad una tomba. Tante volte son venuto qui a pregare ed in questo momento devo farlo più che mai; è uno dei miei cari fratelli che devo ricordare.

« Qui giace il Fante Placido Tomaselli - Caduto a Palmanova il 7-XI-1917 ». Istintivamente piego le ginocchia e fisso il ritratto di mio fratello. Quanti ricordi!

« Tu, amato fratello, lo dicesti in famiglia quel giorno in cui venisti a trovare la mamma: Questa è l'ultima mia fotografia! Vi resterà per ricordo dopo la mia morte! Due anni sono stato in trincea... là devo ritornare... là lascerò la vita!

«Fosti profeta!... Quello stesso ritratto ora è qui, sulla tua tomba!

« Nel fiore dei tuoi ventidue anni, durante la ritirata di Caporetto, venivi sventrato da arma tedesca e poi fra gli spasimi, chiudevi gli occhi alla terra... stritolato dai piedi dei cavalli nemici!

« Riposa in pace, anima cara! Quel Dio che imparasti a conoscere in mia compagnia presso le ginocchia materne, quel Dio che ti fu forza durante la vita, sia ora il tuo gaudio eterno!... ».

Sento il bisogno di baciare il freddo marmo della tomba e ricordo intanto... l'ultimo bacio che diedi al mio Placido il 14 aprile del « 1917»...

La tomba di mio fratello è un poema; altrettanti poemi sono gli avelli degli altri Caduti.

In un momento vado col pensiero ai campi di battaglia e mi sembra di vedere... folte schiere di giovani lottare col nemico. Scoppio di bombe, raffiche di mitraglia, aerei che precipitano... e dopo breve tempo... tutto tace! Restano solo cadaveri insanguinati e membra sparse! Eroi d'Italia, ora siete qui! La pietà dei congiunti ha reclamato le vostre ossa, per avere agio di vèrsare lacrime sulle vostre tombe!

Non so staccare lo sguardo da questo campo! Per triste esperienza fatta nella mia famiglia, vedo presso queste tombe mamme e spose che piangono ed orfanelli derelitti!

Un profondo solco di dolore avete lasciato, o gloriosi Caduti, nel cuore dei vostri cari! La vostra morte prematura e violenta ha accresciuto la pena della vostra perdita.

Permettetemi, o eroi della patria, una riflessione! Quanti sogni di gloria e di amore vi sorridevano sino all'ultimo giorno della vita! Sopraggiunse la morte e tutto ciò che formava il vostro ideale, svanì come nebbia al sole!... Tutto nel mondo è vanità, anzi vanità delle vanità! Uno solo è l'ideale da attuarsi, assicurarsi la vita eterna con la santità delle opere!... Morire per la patria terrena... meritare delle medaglie al valor militare, lasciare un nome nella storia, tutto ciò giova niente per l'altra vita! Fortunati voi se, quando venne l'Angelo della morte, eravate in grazia di Dio! Il vostro trapasso sul campo di battaglia fu in tal caso un saluto alla terra ed un sorriso al Cielo!

Povera madre

Mentre sto per allontanarmi dal campo dei Caduti, vedo una vecchietta avanzarsi con la corona del Rosario in mano ed un lumino di cera. La seguo con lo sguardo.

La povera donna si ferma ad una tomba, bacia per prima il ritratto incastonato sulla pietra sepolcrale, accende il lumino e si pone a sedere lì vicino, recitando il Rosario. E' così assorta nei suoi pensieri che non bada a me; io però l'avvicino e le rivolgo la parola: Chi sarebbe questo defunto?

- E' mio figlio! Iddio mi diede otto figliuoli; di essi ne morirono sette nelle fasce, questo fu l'unico che potei vedere crescere. Com'era buono! Morì qui, vicino alla città, mentre stava presso una batteria contraerea! Fu vittima di una incursione. Un giorno prima di morire era venuto a trovarmi ed in quelle due ore quante cose mi disse! Chi avrebbe mai pensato che quello sarebbe stato l'ultimo incontro con mio figlio! L'indomani il mio tesoro... non posso pensarci... era fatto a pezzi!... Non potei vederlo più, perchè le sue membra furono chiuse nella bara. -

La donna piange dirottamente ed io sento quasi rimorso di averle rinnovato questo dolore. Tuttavia le chiedo ancora: Venite spesso qui al Cimitero?

- Il venti di ogni mese vengo qui, accendo il lumino e poi prego. Mio figlio morì il venti luglio del «'43 ». Mio figlio è morto, eppure ancora mi aiuta. Ogni giorno è lui che mi dà il pane, con la pensione che percepisco.

- Fatevi coraggio, buona signora. Anche mio fratello è sepolto in questo campo! Mia madre visse sempre in profondo cordoglio per questo lutto; comprendo perciò qual dolore agiti l'animo vostro!

La donna conclude: Tirare su un figlio tra mille cure, vederlo alle porte della vita... ed improvvisamente saperlo ucciso, anzi fatto a pezzi, come un malfattore... è cosa ben dolorosa! Ma c'è un Dio che paga tutti! -

Povera madre! La invito alla rassegnazione ed al perdono cristiano e la lascio nel suo dolore.

Fiorellini recisi

Non molto distante dal campo dei Caduti è il tratto di Cimitero riservato ai bambini. Piccoli loculi se ne vedono abbastanza. Il segno religioso che spicca di più su queste tombe è la figura dell'Angelo, o in miniatura o in bassorilievo o al naturale.

E quale simbolo più appropriato di questo? Anime innocenti, santificate dalle Acque Battesimali, simili a candide colombe hanno spiccato il volo al Cielo, anelando la vista del Creatore e la compagnia degli Angeli!

A contemplare tutti i piccoli ritratti... davanti a volti sorridenti e paffutelli... sorge spontaneo il pensiero: E' stato un bene o un male la morte prematura di tanti pargoletti? Perchè venire in questo mondo senza un compito da assolvere, anzi morire prima di conoscere il mondo?

I decreti di Dio sono imperscrutabili! Tuttavia, poichè questa vita terrena è preparazione all'eterna, è stato necessario che questi bambini venissero all'esistenza e che, prima ancora di essere messi alla prova, fossero trapiantati in Cielo, non per virtù propria, ma per l'applicazione dei meriti di Gesù Cristo Redentore. La morte di un pargolo è festa, perchè corrisponde all'ingresso di un Angioletto in Cielo. Per questo i funerali dei piccoli non sono a lutto. Le campane suonano a festa, la banda musicale eseguisce ariette allegre, la Messa Cantata è festiva, il carro e la piccola bara non portano i segni del lutto...

Cari bambini, qui sepolti non vi compatisco; un senso di santa invidia mi pervade l'anima! Invidio la vostra sorte, non per disprezzare la vita che il Creatore si degna concedermi, ma perchè voi avete già conseguita, l'eterna felicità, mentre io, quantunque Sacerdote, per assicurarmi il Paradiso devo passare i giorni nella giustizia e vivere con timore e con tremore, poichè in un attimo potrei prevaricare e dannarmi.

Lodate, o pargoli, il Signore e benedite in eterno il suo santo nome!

Il marchese

Uno sguardo verso lo spiazzale del deposito mi dice che è giunto nel Cimitero un nuovo inquilino; scorgo infatti il carro funebre ed un gruppetto di persone attorno.

Dunque, mentre penso alla morte... la morte continua a menare i suoi colpi ed a chiamare alla Casa di tutti or l'uno or l'altro! Chi sa in questo istante quanti emettono l'ultimo respiro e quanti forse muoiono improvvisamente!

La morte improvvisa... che disgrazia! Presentarsi al tribunale di Dio senza avere il tempo di regolare la coscienza!

Questo io penso, mentre mi dirigo ad una tomba che si erge, solennemente fra tutte le altre. Non posso omettere la mia visita a questo avello; la gratitudine mi chiama.

Sul sontuoso sepolcro domina la figura del Cristo. Pare che il Redentore dica al defunto come un giorno all'amico Lazzaro: Vieni fuori da questa tomba!

Qui giace un marchese. Tante volte la sua borsa si apri per venirmi in aiuto nelle opere caritative ed è giusto ricordarmi di lui.

O marchese, la tua morte, or sono quattro lustri, mi colpì assai! Eri stato chiamato telegraficamente da lontano per dar l'estremo saluto a quel tuo caro amico... Si aspettava con interesse l'elogio funebre che tu avresti dovuto fare.

Quella sera, prima di metterti a letto, componesti il discorso d'occasione e deponesti il foglio sul comodino!... L'indemani un altro amico preparava l'elogio funebre per te... La mattina fosti trovato morto! Ricordo ancora lo strazio della tua buona mamma, la quale nel dolore esclamava: Morire senza accorgersi!... Presentarsi a Dio all'improvviso!

Quando, o marchese, ti accompagnavo qui al Cimitero, meditavo le parole del Vangelo: Siate preparati e vigilate, perchè nell'ora in cui non ve l'aspettate, il Figliuol dell'Uomo verrà, proprio come un ladro!

I pusillanimi

Per chi ha la fede, non c'è nel Camposanto una sezione più orribile di quella riservata al suicidi.

Alla sepoltura di questi infelici è assegnato un angolo remoto del Cimitero. Volgo uno sguardo complessivo al campo e mi pare che da ogni tomba sorga una anima disperata. Non ci sono croci, né altri segni religiosi; le sepolture non sono state benedette, poichè la Chiesa punisce i suicidi con la privazione degli onori religiosi.

Suicidarsi! E' pazzia? E' pusillanimità? E' mancanza di Fede, Dio soltanto può giudicare. Certamente togliersi la vita è da pazzi! Quale ricchezza maggiore della vita? Scoraggiarsi davanti ad una difficoltà, sino a troncarsi la esistenza, è segno di animo piccino! Eppure, voi che giacete qui, avete imbrattato le mani del vostro stesso sangue! Poveretti! E le vostre anime presentandosi all'Autore della vita, che giudizio e che sentenza avranno subito? Non vorrei neppure pensarci!

Conosco la triste storia di qualche suicida e cerco d'individuare la sepoltura; il nome e la data mi guidano.

Per una disillusione

Avevi diciassette anni, o Alfio; ti ricordo ancora, perchè abitavi a pochi passi da casa mia. II giorno di Natale, dopo Il pranzo, puntavi la rivoltella alle tempia e così finiva la tua vita mortale. Avevi avuto una disillusione di amore! La ragazza, su cui avevi puntati gli occhi, aveva promessa la sua mano ad un altro giovane. Ed era il caso di suicidarti? Ne mancavano donne al mondo?... Quell'atto pusillanime, che forse, Dio non voglia, ti avrà condannato al fuoco eterno, gettò nella desolazione la tua famiglia e fu uno scandalo in tutta la contrada.

Guai se ad ogni disillusione di amore si effettuasse un suicidio!

Sulla tomba della madre

Povero padre di famiglia! Mi pare di vederti ancora a domandarmi notizie del tuo figlioletto, al quale impartivo lezioni! Il dissesto finanziario e le difficoltà della numerosa famiglia ti spinsero alla disperazione. Che fine misera facesti!

Quel triste pomeriggio di estate, andasti dal barbiere per essere raso e poi gli consegnasti l'orologio, dicendo: Domani lo farete pervenire a mia moglie! - Tutto avevi premeditato. Ti portasti al Cimitero in calesse e legasti il cavallo a pochi passi dal cancello. Dopo entrasti nella Casa di tutti... per non uscirne mai più. Ti recasti alla tomba di tua madre, tomba che avrebbe dovuto darti luce e forza;... su quella pietra sepolcrale materna... dopo qualche istante tu giacevi in una pozza di sangue. Al colpo di pistola accorse il custode del Cimitero; ma tu eri già cadavere!

Son passati degli anni da quell'infausto giorno e la tua famiglia sente ancora le conseguenze di quel tuo atto inumano.

Le tue ceneri qui riposano! E l'anima tua dove sarà?

Il chirurgo

Un'ultima tomba mi resta a visitare. Non avrei mai pensato che una simile persona avesse potuto togliersi la vita!

Qui giace un valente chirurgo. Anche io ebbi bisogno di lui nella mia giovinezza. Potei ammirare la viva intelligenza, il tratto squisito e l'amabile sorriso. Avrebbe potuto destare l'invidia in molti, sia per la fama e sia per la ricchezza e la salute. Il suo aspetto florido e la corporatura erculea verso i settant'anni cominciarono a deperire. Era sopraggiunta la tisi senile.

O infelice chirurgo, avresti potuto rassegnarti e disporti alla morte con serenità! Avevi compiuto la tua-nobile missione nel mondo, sollevando tante miserie; avresti potuto presentarti al Creatore con la gioia dei giusti... ed invece spinto da Satana, fortemente abbattuto, desti un bacio alla moglie ed ai figli e, chiuso nel tuo studio, finisti la vita con la Mauser in bocca!

Triste epilogo della vita di un grand'uomo! Guai se in tutti i sanatori si adoperasse questo sistema! Nella vita bisogna essere disposti ad ogni sofferenza. Voler vivere senza soffrire è vera stoltezza. La sola Religione può dare la forza nel patire. E tu, grande specialista, privo della luce del Cristo, moristi da pusillanime!

I poveri

Verso la fine del viale dei cipressi scorgo il custode del Cimitero, o meglio uno dei custodi, che qualche ora innanzi mi ha promesso di farmi da guida.

- Sono a disposizione del Reverendo! Chiedo scusa se non ho potuto venire prima; ho atteso il cambio.

- Mi pare di aver visto un po' di tutto; non so che cosa possa esservi d'altro così interessante d'aver bisogno della guida!

- Tuttavia, venite con me! -

Mi conduce verso l'ossario, attraversando il campo comune del Cimitero, ove è sepolta la povera gente.

- Fermiamoci qualche istante! Forse questo è il tratto di Camposanto più degno di rispetto e di considerazione. Qui giacciono i poveri, coloro che hanno stentato di più nella vita... Non vedo tombe sontuose, né marmi, né fiori; soltanto una Croce conficcata sul nudo terreno e poi all'intorno... erbette.

O poveri, non ci sono studiate epigrafi sulle vostre tombe! La vostra vita passò nel nascondimento; lo stesso avviene nella Casa di tutti! Ma se siete poco apprezzati dagli uomini, non lo siete da parte di Dio! Quel Gesù che disse: Guai a voi, o ricchi! - disse anche: Beati voi, o poveri di spirito, perchè vostro è il regno dei Cieli!

Il custode intanto m'interrompe: Secondo voi i poveri valgono più dei ricchi? - Non secondo me, ma secondo Gesù Cristo! Nel Vangelo c'è la terribile parabola, in cui Dio dice che il ricco epulone fu sepolto nell'inferno, mentre il povero Lazzaro fu trasportato dagli Angeli nel seno di Abramo. Quanti, le cui ossa giacciono qui neglette, a quest'ora godono l'eterna felicità, mentre quanti altri, i cui corpi hanno superbi monumenti, bruciano forse nell'inferno... perchè vissuti nell'abbondanza e nel vizio e poi morti senza fede!

L'ossario

- Reverendo, avete paura dei morti? - A dire il vero, ho più paura dei vivi! - Ed allora entrate con me nell'ossario!

Il locale è ampio, di forma quadrata e verso il centro c'è un avvallamento. L'aria è corrotta, ma sopportabile.

- Qui, dice il custode, si raccolgono le ossa di coloro che non possono avere un palmo di terra di proprietà.

Che scena! Mucchi di crani, di mascelle e di stinchi, spine dorsali, gambe e braccia ischeletrite!...

Mi fermo a considerare: Ogni teschio rappresenta un uomo, cioè una vita... e forse un romanzo. Chi ricorda più in città questi tali? Ma chi sono? Chi potrà mai individuarli?

Mi colpisce un particolare. Lungo le pareti vedo dei sacchetti appesi a chiodi o degli ampi fazzoletti che fanno da sacco. Sono molti e, non comprendendone il significato, mi rivolgo alla guida.

- Si tratta di questo: quando si esumano i cadaveri, alle volte vengono i parenti e supplicano di mettere da parte le ossa per non confonderle nella massa. I fossori, o per buon cuore o... per mancia... accontentano i richiedenti. Il giorno dei Morti è da vedersi questo locale! Quanta povera gente viene a baciare questi sacchetti e poi resta qui a pregare! Ogni sacchetto, ogni involto appeso, rappresenta un tesoro per tanti cuori!

Prima di uscire dall'ossario fisso ancora una volta l'ammasso di scheletri e dico nel mio intimo: Povera umanità, che ti agiti pazzamente per procurarti un piacere, per riscuotere una misera lode, pensa che cosa ti attende: lo sfacelo della morte e l'oblio più glaciale!... Fortunati i Santi, che hanno passato la vita nella penitenza e nella pratica delle virtù! Le loro anime sono in Paradiso ed i loro resti mortali sono conservati in preziose teche come reliquie e venerati dai fedeli!

Chiedo al custode: E' possibile pigliare un teschio? Vorrei tenerlo nella mia camera, per pensare più spesso alla morte.

- Non è lecito! Si rischia di andare in prigione.

- Eppure io ho visto un cranio in casa di un Sacerdote! Come avrà fatto a provvederselo?

- Anticamente i morti si seppellivano nel sottosuolo della Chiesa. Potrà darsi ché abbattendosi il pavimento di qualche Tempio o facendosi lavori» di scavi, si sia approfittato, abusivamente, di prendere qualche osso umano.

- Pazienza!

- Ed ora andiamo ad altro. Ha visitato il deposito?

- Nella mattinata, mentre si faceva la saldatura delle casse. C'era tanto traffico!

- Se vuole approfittare, adesso che tutto tace, una visita al deposito può farla comodamente. Per oggi i carri funebri hanno finito il lavoro; siamo al tramonto e non arriveranno altri morti.

Il deposito è ormai chiuso. Il custode mi precede, apre l'ingresso ed eccomi di nuovo nel deposito... della carne umana.

La penombra, il silenzio sepolcrale, il Crocifisso murale leggermente rischiarato dalla piccola lampada, le casse funebri disseminate qua e là, il puzzo cadaverico che ha già cominciato a propagarsi nell'aria... tutto mi riconcilia là meditazione e preferirei essere solo.

- Reverendo, dice il custode, qui passano la prima notte i nuovi arrivati; ieri sera qui c'erano altre bare, che oggi sono state sotterrate; domani ne arriveranno altre ancora. Da più di venti anni che faccio il guardiano del Cimitero, dovrei ormai non far caso di nulla, eppure quando la sera vengo a chiudere il deposito, dico sempre tra me: Forse domani sera ci sarà qui la mia cassa!

- E' giusto pensar questo, poichè nessuno è padrone del domani!... Il domani! Che mistero!

Seconda visita

La settimana scorsa, oppure ieri sera, alcuni dei nuovi arrivati forse erano a passeggio ingolfati nei piaceri della vita; ed ora invece sono qui, rinchiusi in una cassa, privi di tutto, già in via di putrefazione. In un istante si è chiuso per costoro il libro della vita. Tanti altri che forse a quest'ora gozzovigliano, domani potranno essere in questo tetro luogo! Vorrei intanto rivolgere delle domande a questi morti... domande che non attendono risposta: Quanto è durata la vostra vita?... Un attimo!... La vita è un attimo fuggente!... E dove sono i vostri amici, nei quali confidavate? A quest'ora forse sono in mezzo agli spassi e voi... siete soli!...

Il custode interrompe le mie considerazioni: Reverendo, nei primi anni del mio lavoro nel Cimitero, provavo un po' di paura allorchè la mattina venivo ad aprire il deposito.

- Credo che sia più naturale un po' di paura alla sera anziché al mattino! - Avevo sentito dire che il mio predecessore una mattina, aperto il deposito, sentì un lamento prolungato e un leggero rumore in una cassa. Si trattava di morte apparente; un infelice era stato considerato morto, mentre non lo era. Si dovette chiamare il medico per apprestare i rimedi del caso e si riuscì a salvarlo. Pensando a questo fatto, nei primi anni ero un poco impressionato; ormai non ci bado più. Dovesse capitare un caso simile, non mi turberei tanto.

- Ma io so che in certe nazioni nei depositi dei Cimiteri si mette al polso di ogni defunto il braccialetto con il filo elettrico; nel caso di movimento, suonando il campanello, si può accorrere subito. Perchè non fare cosa in tutti i Cimiteri?

- Questo sistema c'è anche in Italia però nei depositi degli ospedali e di certe cliniche; nei Camposanti non c'è alcuna prescrizione.

- Che Iddio ci liberi dalla morte apparente! Come sarebbe terribile svegliarsi dentro una cassa, di notte tempo, e poi volgendo gli occhi attorno, trovarsi nel deposito tra i veri morti!

- Son casi rarissimi ed è meglio non pensarci, per non impressionarsi.

Tomba di famiglia

Il deposito è già chiuso. Ringrazio il cortese custode e gli domando se ancora per una mezz'oretta posso fermarmi nel Cimitero, da solo.

- Fate liberamente; però all'Ave Maria procurate di essere fuori. -

Eccomi nuovamente solo nel silenzioso Cimitero.

Man mano che si avanza l'oscurità della sera, la Casa di tutti si presenta più solenne at mio sguardo. Lentamente mi avvio a quel palmo di terra del Cimitero, che è il ptù sacro per me.:. dove riposano le sacre spoglie dei miei genitori.

E' una cinta di forma rettangolare, proprietà della Confraternita, alla quale apparteneva mio padre. Molti loculi sono già occupati, molti altri ancora vuoti. Non occorre cercare i loculi a me tanto cari; essi sono a qualche passo dal piccolo cancello. Cado in ginocchio, bacio 1'effige della mamma e del babbo e subito sollevo la mente a Dio: Dona, o Dio di misericordia, il riposo eterno ai miei genitori!

Quanti pensieri affollano la mia mente! Mi sembra di essere ritornato bambino e di trovarmi in compagnia dei miei cari.

Qui c'è la mamma... quel cuoce che mi amò quanto nessuno mai!... Qui c'è il babbo, di cui ero il tesoro!...

Tutto qui è freddo ed insensibile, come il marmo che suggella la tomba! Quando ero giovanetto e pensavo fugacemente: Un giorno i miei genitori morranno ed io resterò solo sulla terra! - provavo tanto dolore da dovermi distrarre e concludevo: Che muoia prima io, così non proverò sì grande angustia! -

Prima morì il babbo nel 1935 e fu seppellito qui e poi, a suo fianco, fu posto il corpo di mia madre, nel 1944.

I genitori morti ed il figlio vivo!... Ma forse la morte mi ha dimenticato?... No! Ritarderà un poco. Il mio loculo è già pronto. Con pensiero delicato i miei cari disposero che il figlio Sacerdote venisse sepolto tra loro due.

Tre loculi dinanzi a me; i due laterali occupati, il medio vuoto. Qui un giorno, forse non lontano, verrò seppellito io! Dentro una cassa, pagherò anch'io il tributo ai vermi e mi ridurrò in cenere. Qui verrà qualche amico a pregare per l'anima mia e leggerà l'epigrafe che lascerò come testamento: « Visse serenamente nella luce del Cristo - Sorrise alla morte, foriera del Cielo - L'angelica tromba lo risveglierà ».

Davanti alla futura mia tomba resto assorto profondamente!... La vita passa; la morte viene; l'eternità mi aspetta!... Che cosa porterò con me allorquando emetterò l'ultimo respiro? Le opere buone! Dunque, mentre ho tempo devo operare il bene!...

Rinnovo il bacio alle effigi dei genitori e meditabondo mi allontano.

Io sono la risurrezione!

Mi dispongo a lasciare il Cimitero, accorgendomi che è un po' tardi. Tuttavia giunto ad un piccolo altopiano, da cui si domina tutto il Camposanto, sento il bisogno di fermarmi e faccio ancora una riflessione.

Il Cimitero attualmente è in profondo silenzio; però verrà giorno in cui questo luogo diventerà teatro di grandi avvenimenti. Tutti i morti risorgeranno!

Vengono alla mia mente le parole del Cristo: Io sono la riurrezione e la vita! Chi crede in me, anche quando sarà morto, vivrà!... Io lo risusciterò nell'ultimo giorno!... Le potenze e i cieli si commuoveranno... Manderò allora i miei Angeli e dai quattro venti ragiuneranno gli eletti... -

Mi sembra di udire il suono della tromba angelica e di vedere scoperchiati tutti i sepolcri. Quello cha vide il Profeta Ezechiele nella visione, lo rivedo io nella fantasia: le ossa umane che si muovono e si avvicinano misteriosamente, si legano con i tendini e gli scheletri si rimpolpano.

Mi par di vedere nell'alto dei cieli il segno del Figliuolo dell'uomo, la Croce, e di vedere apparire Gesù Cristo, il Re di tremenda maestà!

Già vedo le due schiere: gli eletti, luminosi più che astri nel firmamento ed i dannati, orribili quali tizzoni d'inferno! Io mi vedo nella schiera dei beati!.... O Dio, ti ringrazio che mi hai prevenuto con la tua misericordia! Mi hai donato la fede, anzi mi hai scelto a tuo Ministro ed è giusto che in eterno venga a cantare le tue lodi!

Immerso in tali pensieri, ne sono riscosso dai tocchi dell'Ave Maria. Riprendo la via del ritorno, mormorando qualche preghiera di suffragio, mentre i gufi dall'alto dei cipressi fanno echeggiare l'aria del loro lugubre ritornello.

Sono entrato nel Cimitero questa mattina; ho meditato abbastanza; è sera ed attraverso il cancello per uscirne. Spunterà il giorno in cui attraverserò questo piccolo cancello per entrare nella Casa di tutti... e non potrò più uscirne!...

La via del ritorno

La città è illuminata; l'attraverso a piedi, per osservare meglio quanto vi accade.

I negozi. illuminati a neon, a luce policroma, danno un senso di festosità alle vie. Le vetture circolano ininterrottamente. I bar sono affollati e qua e là si sentono le orchestrine che allietano i passanti. L'ingresso del cinema è assiepato. Uomini e donne passeggiano facendo sfoggio di abiti e di bellezza!...

Quale contrasto tra... l'albergo dei vivai e la città dei morti! Chi pensa a quest'ora, tra tanta gente, che si deve morire? E se io lo ricordassi, urlando lungo il marciapiedi: Fratelli, pensate che si dovrà morire! - sarei preso per pazzo!

Eppure voi tutti che cercate di godere la vita, nessuno escluso, morrete! C'è chi vi ricorda questa verità... ma voi non volete fissarla... perchè avete paura!

O voi gaudenti, alzate gli occhi ed invece di mirare la lusinghiera bellezza muliebre o l'indecente cartellone del cinema, guardate i piccoli manifesti, orlati a nero, disseminati sui muri della via! « Lutto per... N. N.... Deputato al Parlamento », « Domani alle ore nove avranno luogo i funerali della signorina N. N.... », « La famiglia... ringrazia coloro, che hanno accompagnato la salma della nobile signora... », «Lutto cittadino per otto vittime del lavoro ».

Che cosa ricordano questi avvisi funebri, se non il monito del Vangelo: State preparati!?

Arrivo a casa; è già un'ora di notte. Dalla vicina Chiesa mi giungono all'orecchio i mesti rintocchi del «De profundis»; è l'ora in cui i fedeli sono invitati a pregare per i morti.

Oggi io prego per voi, o trapassati; forse domani altri pregheranno per me!

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it

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