Il Purgatorio

La casa di tutti - Intervallo

di Don Giuseppe Tomaselli




Da diverse ore sto nel Cimitero; ho visto molto, ma c'è ancora altro da vedere. E' necessario interrompere il mio studio per sollevare un po' l'animo. Decido di andare a casa, con il proposito di ritornare subito nel pomeriggio.

Sono già immerso in profondi pensieri: le tombe, le sepolture, le esumazioni... tutto mi è presente nell'immaginazione. Uscito dal Camposanto, due mendicanti mi chiedono l'elemosina: Per l'anima dei vostri morti, dateci qualche cosa!

Una sosta

Dò il mio obolo e domando una spiegazione: Quando io entravo questa mattina nel Cimitero, mi pare che voi due eravate presso quel parapetto. Perchè allora non avete chiesto l'elemosina? -

Il più anziano, con un sorrisetto misto a furbizia, mi rispose: Dopo tanti anni di mendicità, abbiamo un po' di esperienza. Se domandiamo la carità a coloro che entrano nel Camposanto, o fingono di non sentire o ci danno un piccolissimo obolo. Invece all'uscita quasi tutti sono disposti a fare l'elemosina, perchè hanno l'animo commosso. - Chi avrebbe mai riflettuto a questa tattica di mendicità!

Un corteo

Monto sul filobus, gremito di persone. Impiegati, operai e studenti fanno ritorno a casa; è. l'ora del pranzo. A tutto pensa la gente, di tutto parla, tranne della morte. I soliti argomenti in campo: denaro da spendere, preoccupazioni della famiglia, la partita di calcio, qualche questione di politica... Forse io soltanto fra tutti i viaggiatori penso alla brevità della vita ed alla vanità delle sollecitudini mondane. Ma Iddio, provvidente, vuole che si pensi alla morte, la ricorda di continuo a tutti... anche a coloro che non vorrebbero pensarla!

Si attraversano le vie principali della città e dal fllobus si osserva un po' di tutto in rapida visione. All'improvviso la vettura sosta e sostano pure tutte le altre macchine. Un semplice sguardo dice tutto: passa un corteo funebre. Si interrompe il via-vai, cessa il rumore cittadino... tutti gli occhi sono puntati sul feretro; quasi tutti scoprono il capo, mentre il metropolitano in rigido «attenti!» pare voglia dare l'addio ufficiale al defunto.

Lentamente procede il corteo funebre. Dopo pochi minuti ricomincia il movimento vertiginoso delle vetture, ognuno riprende la via e gli affari.

Io vorrei domandare: O voi, che avete dato un segno di rispetto al cadavere, avete detto nel vostro intimo: Dovrò morire anch'io!...? Devo essere più buono con il prossimo!...? Devo lasciare quella catena peccaminosa!...? Forse vi siete limitati ad un atto di semplice convenienza sociale... e basta! Troppo poco!

Di ritorno

A casa non indugio molto; mi preme ritornare presto al Cimitero. Difatti alle ore tre pomeridiane sono di nuovo all'ingresso della Casa di tutti.

Questa volta credo bene rivolgermi al custode del Cimitero per avere qualche delucidazione.

- E' possibile fermarsi qui sino all'imbrunire? Ho bisogno di osservare certe cose, doevndo comporre scritto.

- Fate liberamente!

- Sarei anche tanto grata se qualcuno mi facesse da guida!

- Per il momento non posso allontanarmi da qui; fra qualche ora verrò a un modesto rintracciarvi e mi metterò a vostra disposizione. -

Eccomi nuovamente in giro per il Cimitero; posso dire di essere solo, poichè non scorgo gente nel sacro recinto: c'è solamente qualche operaio al lavoro.

Mi dirigo al Campo dei Caduti ed intanto leggo un'iscrizione, messa sul frontone di una Cappella « La pietà per gli estinti è il santo dovere dei superstiti ». In realtà è così: è un dovere ricordare i trapassati e più che tutto pregare per loro.

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it

Visite: 135

TAGS: Cimitero