Il Purgatorio

Capitolo VIII:Negli splendori della verginità




L'anima ascende gioendo, in un anelito di amore a Dio, come chi passa tra archi trionfanti e tra fioriti giardini, tra luci che rifulgono e canti amorosi che estasiano.

Ecco il coro delle Vergini: come sono belle nella fragrante purezza, candide come gigli nel campo di Dio, rubiconde per il sacrificio del loro corpo verginale, o tra le angustie della vita o tra le torture del martirio! Esse sole circondano l'Agnello di Dio dovunque vada, e cantano un cantico che nessuno può cantare, il canto di un amore che le rese spose immacolate di Gesù.

Che incanto è quella luminosa purezza per l'anima che passò sulla terra tra i pantani del mondo!... E con le Vergini, i Vergini..., anime che non si macchiarono mai degli amori dei sensi, e che con le Vergini seguono l'Agnello Divino, e cantano con loro il cantico del trionfante amore per Gesù solo!

I raggi dell'infinita purezza di Dio avvolgono questo coro di Verginelle e di Vergini, che splende tutto di un candore ineffabile, in una gioia che erompe dall'amore, in una melodia di semplicità. Se l'anima, che ascende dal Purgatorio al Paradiso, è anch'essa vergine, si unisce a quel coro, e splende pur essa nella luce della Vergine delle Vergini, Maria, luce tutta immacolata, splendente nei raggi dell'Eterno Amore che l'adombrò, e la rese, meraviglia delle meraviglie, Vergine Madre.

Con lei canta quel coro di purezza illibata: Magnificat anima mea Dominum, e l'anima che ascende risponde con esso: Esulta il mio spirito in Dio che mi ha salvata dalle miserie della carne.

Dio guardò la piccolezza della sua serva, canta Maria nella sua profonda umiltà, che è smagliante purezza dello spirito, ed il Coro l'acclama beata, esultando nella magnificenza della sua gloria.

Mi ha fatta grande Colui che è potente ed il cui nome è santo, canta Maria, perché la Divina potenza operò il miracolo della sua verginità, prima, durante e dopo del parto, e la sua infinita santità la riempì di grazie. Ed il coro verginale risponde magnificando la misericordia di Dio che, per lei, passò di generazione in generazione, facendo spuntare nel pantano del mondo i gigli che profumarono la terra e profumano il Cielo.

Operò nella potenza del suo braccio - canta Maria - perché la verginità è trionfante vittoria di Dio sulla fragile carne. Il coro verginale risponde: Disperse i superbi nei pensieri del loro cuore, perché la verginità e completa vittoria della grazia sull'impurità dello spirito, che è la superbia.

Maria canta ancora: Depose i potenti dalla loro sede, ed esaltò gli umili, perché la verginità è un'elevazione di amore, un trono di gloria di fronte al mondo che la giudicò una mutilazione della vita; è un esaltamento dell'umiltà purissima dello spirito, di fronte al mondo che la giudicò una spregevole rinunzia del piacere.

Qui, proprio qui, nel coro verginale, è il trionfo della vita che tende al piacere ed alla gioia, all'amore ed alla fecondità, perché nessuno più di queste anime vergini può rispondere esultando: Egli riempì di beni gli affamati e rimandò vuoti i ricchi, Maria canta in queste anime la fame di amore che le spinse purissime verso Dio nella vita terrena, che le rese vittoriose dei sensi per amare Lui solo, ed ora le riempie del suo amore, perché spose sue, trionfatrici del misero mondo, che si credeva ricco di piaceri, e che di fronte a tanta gloriosa felicità, apparisce vuoto.

Le anime vergini sono ricevute da Dio con un abbraccio di particolare amore, e partecipano alla incommensurabile gloria di Maria la quale fu adombrata dall'Eterno Amore in un abbraccio di fecondità divina, che la rese partecipe dell'infinita e purissima fecondità del Padre, nell'eterna generazione del Verbo.

La gloria di Maria le illumina tutte di un nuovo splendore, perché per la divina Maternità Essa è anche madre loro, e come figlie di predilezione le dona a Dio. La sua mano dolcissima. per divina misericordia, le colse dal greto del mondo, le arricchì di grazie, le offrì al suo Figliuolo Divino, perché Maria, solo Maria, è il segreto dell'amore delle anime vergini. E’ logico quindi che Maria guidi queste anime verginali, le quali seguono l'Agnello dovunque vada, cioè dovunque il suo sacrificio irradia amore purissimo a Dio. E’ logico che il canto della Vergine delle Vergini e della Martire delle Martiri, che si immolò nel doloroso amore, quando l'Agnello Divino, che era sua carne e suo figlio, s'immolava sul Calvario, sia il canto del coro verginale che nessuno può cantare, all'infuori delle anime vergini, irradiate di gloria dalla Verginità di Maria. E’ un canto nuovo nello splendore della Verginità trionfante, come fu cantico nuovo nella gloria della divina Maternità, in casa di S. Elisabetta; come fu cantico sempre nuovo in ogni atto della vita mirabile di Maria, che fu tutta una glorificazione di Dio, dalla Concezione immacolata all'Assunzione gloriosa dell'anima e del corpo suo in Dio: Magnificat anima mea Dominum!

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